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Big Pharma bocciata sui rifiuti, ma promossa nelle energie rinnovabili

Big Pharma promossa nelle energie rinnovabili, ma bocciata nella produzione e gestione dei rifiuti. Lo dice il report GreenItaly 2017 redatto da Unioncamere e fondazione Symbola. In sostanza, secondo la ricerca, le industrie del farmaco tengono alta la guardia sull’efficienza energetica e le emissioni degli inquinanti, ma deludono sotto l’aspetto della produzione e della gestione dei rifiuti.

La cattiva notizia: i rifiuti

Nonostante i dati della ricerca elaborati dai due enti sui numeri forniti da Eurostat, Eurocerved e Istat, le aziende healthcare stanno investendo molto per limitare gli sprechi, in primis nella produzione di farmaci ecocompatibili.

La buona notizia: più energia rinnovabile

“Dal 2008 a oggi le emissioni di co2 per unità di prodotto da parte delle industrie pharma è stata ridotta del 27% e c’è stato un aumento dell’80% negli investimenti”, rivela Domenico Sturabotti, presidente di Symbola. Della ricerca condotta da fondazione Symbola e dai sondaggi fatti tra gli imprenditori del settore è emerso che un alto numero di aziende ha investito tempo e denaro per l’approvigionamento energetico da fonti rinnovabili e che quasi il 61% delle aziende ha intenzione di continuare con questa politica ambientale.

Lo smaltimento

L’Italia da questo punto di vista è all’avanguardia in Europa con un sistema di ritiro e smaltimento dei resi farmaceutici gestito dagli operatori del settore. Assinde, società costituita da Farmindustria e Federfarma, fornisce servizi per l’erogazione degli indennizzi dei resi spettanti sia alle aziende distributrici che per le farmacie.

Anche i pazienti devono fare un esame di coscienza

Ma a inquinare non ci sono solo le aziende.
Anche i pazienti hanno la loro dose di responsabilità.
Come rivelano i dati dell’Istituto superiore di sanità e di Altroconsumo, l’aumento dell’utilizzo di farmaci sta avendo delle ripercussioni anche sul livello di dispersione dei medicinali nell’ambiente.
Secondo le analisi di Altroconsumo i pazienti sono la prima fonte di inquinamento, pesando per il 70-80% degli scarichi fognari.

Opportunità di lavoro

L’attenzione delle aziende pharma per nuove fonti energetiche e per migliorare la propria compliance a livello ambientale offrirà nuove opportunità di lavoro. Il dossier GreenItaly lo specifica chiaramente.
Una di queste è il chimico “verde”. In questa veste, un professionista progetta e sviluppa nuovi prodotti prevalentemente in ambito industriale, ma può applicare le proprie competenze anche in altri ambiti di settore. Tecnologia ambientale e chimica analitica, per esempio. Ma anche analisi e valutazioni di problematiche produttive. Altri esempi sono esperto nel controllo di qualità e nel controllo ambientale, l’ingegnere energetico, esperto di marketing ambientale e l’economista ambientale.

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