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Biosimilari, stop a Lazio e Piemonte: sull’equivalenza decide Aifa

Qualsiasi decisione basata sull’equivalenza terapeutica tra medicinali con principi attivi diversi deve essere subordinata alle valutazioni tecni­co-scientifiche dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). È quanto ribadiscono, pur occupandosi di casi diversi, i Tri­bunali amministrativi regionali (Tar) del Piemonte e del Lazio accogliendo, rispettivamente, un ricorso dell’azienda Abbvie e uno presentato da Janssen-Ci­lag.

Nel caso di Abbvie, l’azienda ha fatto ricorso contro una delibera della Giunta piemontese che, fissando obiettivi e incentivi per i direttori generali, orienta le prescrizioni di inibitori del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) a favore di infliximab, sia originator che biosimilare, presupponendo una sovrapponibilità tra tutti gli inibitori, incluso l’adalimumab commercializzato da Abbvie.

A Roma, invece, il contenzioso riguarda i farmaci a base di eritropoietina. Jans­sen-Cilag ha impugnato le “Linee di indirizzo” sull’uso appropriato di questi medicinali adottate dalla Regione, dove si afferma l’equivalenza terapeutica e la sostituibilità automatica tra le diverse epoetine.

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