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Intervista a Raffaele Cantone: “Contro la corruzione non bastano gli atti formali”

La legge 231 che individua la responsabilità aziendale in caso di coinvolgimento di dipendenti in episodi di corruzione deve essere ripensata. I protocolli per la compliance sono applicati più per limitare i danni che per prevenirli. Anche l’accreditamento delle strutture sanitarie con il Ssn segue logiche poco trasparenti che andrebbero cambiate. Sono questi alcuni degli spunti di una lunga intervista esclusiva rilasciata ad AboutPharma dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone, a pochi giorni dall’annuale relazione in Parlamento prevista per il 6 luglio. Contratti pubblici, incarichi e nomine, entrate e uscite. E poi ancora sperimentazioni cliniche, rapporti con i privati, valutazione e ricerca su farmaci e dispositivi medici, attività libero-professionali e liste di attesa. La sanità è “naturalmente” esposta a illeciti appetiti su cui indagano le Procure di mezza Italia e su cui l’Autorità nazionale anticorruzione pone la lente d’ingrandimento. Lo fa con una nuova strategia ispettiva, su vecchie e nuove aree di rischio, nel tentativo di prevenire gli effetti nefasti sul buon funzionamento della cosa pubblica.

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