AboutPharma and Medical Devices

Italiani ancora poco farmacovigila(n)ti

Segnalare ed essere sorvegliati. Dovrebbe essere questo il senso della farmacovigilanza spontanea in Italia, che però non funziona come dovrebbe. Se lo scopo dell’attività è verificare il rapporto rischio-beneficio di un medicinale nel suo utilizzo quotidiano, molte delle segnalazioni di sospette reazioni avverse (Adr) dovrebbero arrivare da farmacisti e medici di medicina generale che più di frequente si rapportano con gli utilizzatori finali del prodotto. Eppure è proprio dal territorio che arriva la percentuale minore di schede. Tra il 2015 e il 2016 solo il 15% delle segnalazioni sono arrivate dai farmacisti e il 9% dai medici di base contro un 62% tra specialisti (28%) e medici ospedalieri (34%). Il calo registrato negli ultimi due anni si può attribuire all’interruzione di molti dei progetti di farmacovigilanza attiva svolti all’interno degli ospedali. Gli errori più frequenti riguardano l’anagrafica del paziente, o l’individuazione della tipologia di reazione avversa. Ma a volte vengono anche inserite reazioni avverse registrate anni prima. A frenare i farmacisti e i medici sono il poco tempo, il relativo aggiornamento sulla materia, la paura di segnalare in maniera errata. Le regioni in cui si segnala di più sono Veneto e Lombardia. Chiudono la classifica Abruzzo, Marche e Sardegna.

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