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Modernità senza tempo. Il Pirellone casa ideale per ospitare l’Ema

Ema

Si saprà tutto tra ottobre e novembre. Se l’Agenzia europea dei medicinali dovesse migrare a Milano, la sua non sarebbe una “casa” come le altre. Il Pirellone di Milano, unica sede designata dal Governo italiano, dispone di trenta piani con spazi ampi e luminosi, sale conferenze, un auditorium, un belvedere sulla skyline cittadina, box auto e controlli avanzati in entrata e in uscita. E questo solo per enumerare alcune caratteristiche. A due passi dalle due principali stazioni ferroviarie cittadine, dal Passante che connette al resto della regione, dai bus che conducono a ben tre aeroporti internazionali a sede proposta dall’Italia è al centro di un quartiere vivace e funzionale, alle più svariate esigenze, che siano esse di lavoro o di svago. Chiavi in mano, nessuna imbiancatura, cablaggio o restauro a carico degli ospiti: cinquant’anni dopo Giò Ponti, l’architetto che ne concepì linee e strutture, ci aveva già pensato lo studio napoletano di architettura Corvino+Multari, nei primi anni Duemila, a tirare a lucido quel Pirellone che con il Duomo e il Castello Sforzesco è senza forse il simbolo più riconoscibili del capoluogo lombardo.
Le fotografie inserite all’interno dell’articolo offrono uno sguardo nuovo sugli interni, sulle ampie sale che potrebbero un giorno ospitare l’ente regolatorio dei medicinali e sugli scorci cittadini sui quali si affaccerà il direttore Guido Rasi.
Ma i tempi stringono e le tappe di approvazione di una nuova sede sono serrate. Entro il 30 settembre saranno valutati tutti i dossier di candidatura e saranno scremati i Paesi che non rispondono ai requisiti richiesti. Il 17 ottobre sarà presentata una prima shortlist in vista del voto finale il 20 novembre.

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