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Il pharma ristruttura e cerca profili hi tech: i nuovi lavori nell’healthcare

Una ricerca della Harvard Medical School del 2016 ha dimostrato che i medici in carne e ossa sono ancora più bravi nel fare diagnosi rispetto alle macchine. Per dottori e personale sanitario sembra che ci sia ancora spazio, quindi. Eppure, nell’healthcare tutti prevedono una rivoluzione digitale che impatterà anche sui livelli occupazionali. E che di certo vedrà nascere nuove figure professionali. In generale, l’attesa è per professionisti più dotati di competenze tecnologiche avanzate. Una delle prove, più o meno dirette, di questo orientamento è arrivata lo scorso maggio: Novartis ha comunicato che intende tagliare nel prossimo anno e mezzo 500 posti di lavoro “tradizionali” a Basilea, ma allo stesso tempo si propone di creare 350 nuove posizioni in ambito tecnologico. Inoltre, tra le dieci prime società farmaceutiche al mondo, negli ultimi due anni ben otto hanno messo in programma o realizzato tagli di centinaia o migliaia di posti, e solo una ha dichiarato di voler assumere oltre mille nuove persone nel 2017. È il segnale che robot e innovazioni varie ridurranno la disponibilità di impiego nel settore? Le possibili risposte arrivano da un confronto a più voci sul futuro del lavoro in ambito healthcare. Parlano Alexander Zehnder, Luca Pani, Ivan Cavicchi e altri esperti.

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