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I sindacati del farmaceutico: “Servono formazione e chance per gli isf”

sindacati del farmaceutico

Mentre iniziano i lavori preparatori per il rinnovo del ccnl e la legge di Stabilità è in fase di approvazione, i sindacati del farmaceutico riconoscono il buono stato di salute del comparto. Ma i rappresentanti dei lavoratori sottolineano anche la presenza di problemi che vanno risolti quanto prima. A cominciare dalla crisi occupazionale di alcune figure come gli informatori scientifici. E dalla necessità di investire di più e meglio sulla formazione degli occupati per non farsi spiazzare dalle innovazioni. Il punto di vista è di due esponenti delle sigle più rappresentative del comparto. Parlano Sergio Cardinali, del dipartimento chimico farmaceutico nazionale di Filctem-Cgil, e Gianluca Bianco, segretario nazionale Femca-Cisl.

Parola ai sindacati del farmaceutico, Cardinali (Filctem-Cgil): “Troppi lavoratori anziani, pensiamo al ricambio generazionale”

“Un problema è l’allontanamento dell’età pensionabile”, dice Sergio Cardinali, individuando uno dei temi caldi di discussione. “Ci sono molti lavoratori che diventano anziani e si confrontano con un’industria molto innovativa rischiando di non stare più al passo. Bisognerebbe trovare sistemi per facilitare l’uscita di chi ha più anni: scivoli, part time, forme di sovrapposizione giovani/anziani. Visto che non ci sono strumenti legislativi per affrontare in termini economici questa situazione, affronteremo questo tema quando partiranno le trattative sul prossimo rinnovo contrattuale”.

Parola ai sindacati del farmaceutico, Bianco (Femca-Cisl): “Troviamo una soluzione per il problema degli isf: in dieci anni c’è stata una riduzione del 50%”

“I dati parlano chiaro. L’export cresce, gli investimenti in ricerca e sviluppo sono pari al 15%, la produzione è al secondo posto in Europa, gli occupati sono in aumento”, riconosce Gianluca Bianco. Ma anche lui riflette sulle difficoltà del settore. “Bisogna trovare una soluzione alla questione degli informatori scientifici. Negli ultimi dieci anni c’è stata una riduzione del 50%. È vero: con la genericazione di molti farmaci, l’isf tradizionale è meno necessario per medici e pazienti. Ma il mestiere dell’informatore ha un grandissimo valore, soprattutto per la salute dei cittadini. Quindi bisogna intervenire sulla formazione per rendere questi professionisti ancora più qualificati e al passo con le innovazioni”.

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