Federsanità Anci, calata del 24% in 13 anni la spesa per curare un diabetico

Pubblicato il: 15 Dicembre 2014|
È tra le malattie croniche più frequenti in Italia e con una crescita significativa nel corso degli ultimi anni. Parliamo del diabete, patologia che ha visto, negli ultimi anni, migliorare di molto la sua gestione. Grazie a migliori cure, a una più adeguata programmazione e a una maggiore prevenzione, infatti, in Italia la spesa per curare una persona con diabete è diminuita, in 13 anni, del 24%, passando da 3.625 euro del 1998 a 2.761 del 2011. Tuttavia, se questa è la media nazionale, il costo per ogni diabetico, se ben curato, oscilla da 867 a 1.189 euro, ma può arrivare a oltre i 6.300 se meno seguito e costretto ad almeno un ricovero. 
 
A fare il punto sullo stato dell’arte nel nostro Paese è il Libro Bianco sulla gestione del diabete, presentato oggi a Roma e realizzato da Federsanità Anci. Nel Libro si analizza il problema del diabete mellito nel suo insieme e si immagina un nuovo percorso gestionale che metta al centro gli esiti e non più le prestazioni. Questo permetterebbe di affrontare il paziente nella sua totalità, migliorando i risultati grazie a una maggiore efficacia delle cure. Quindi, meno ospedalizzazione, con i suoi relativi costi, ma più consapevolezza della malattia per evitare delle paradossali differenze sociali.
 
A ricordare che “programmare significa risparmiare", è Lorenzo Terranova, responsabile del Centro Studi di Federsanità Anci, che spiega come "la vera sfida del sistema sanitario rispetto a quella che è una delle malattie croniche più frequenti e in crescita, è prendere in cura la persona e anticipare le situazioni gravi per le quali può finire in ospedale, ad esempio retinopatia, amputazione degli arti o scompenso. Un'amputazione è un costo umano ma anche economico molto elevato. Quando si arriva a quel punto, vuol dire che qualcosa, prima, non è andato per il verso giusto". 
 
Nella malattia diabetica, scrive in un messaggio il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, "l'impatto economico, sociale e sanitario ha imposto la ricerca di percorsi in grado di minimizzare il più possibile l'incidenza degli eventi acuti o delle complicanze invalidanti. E' ormai certo che un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento attivo delle persone con diabete può portare a risultati migliori, in grado cioè di ridurre il peso sociale della malattia, con un miglioramento della qualità della vita". Proprio in questa direzione vanno le indicazioni fornite dal Libro Bianco. "Qualità e ricerca devono diventare un binomio imprescindibile, senza dimenticare l'integrazione con gli altri mondi che ruotano attorno a quello sanitario, come i Comuni, che rappresentano la risposta sul territorio", conclude Angelo Lino Del Favero, presidente Federsanità Anci.

 

Tag: diabete / diabete mellito / Federsanità Anci / Libro Bianco /

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