Accesso alla cure nei Paesi a basso reddito, Gsk in testa all’Access to medicine index per l’ottava volta

Pubblicato il: 16 Novembre 2022|

Gsk svetta in testa al rapporto 2022 Access to medicine index (Atmi) per l’ottava volta consecutiva. In classifica venti tra le maggiori aziende farmaceutiche del mondo in base ai progressi compiuti per migliorare l’accesso ai farmaci in 108 Paesi a basso reddito, in relazione a 83 malattie, condizioni e agenti patogeni.

L’Indice Atmi

L’indice è frutto di un rapporto indipendente e sostenuto dagli investitori e serve a identificare le migliori pratiche, tracciare i progressi e individuare dove occorre intervenire per migliorare l’accesso ai farmaci, sulla base del terzo obiettivo di Sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. Il rapporto viene pubblicato ogni due anni dalla Fondazione Access to medicine.

Gli investimenti

A giugno di quest’anno, Gsk ha annunciato un miliardo di sterline di investimenti in ricerca in dieci anni per accelerare la ricerca e lo sviluppo dedicati alle malattie infettive che hanno un impatto sproporzionato sui Paesi a basso reddito. L’azienda ha rinnovato questo impegno, annunciando un ulteriore investimento di 100 milioni di sterline nei prossimi dieci anni per sostenere il rafforzamento del sistema sanitario e le iniziative di accesso ai medicinali nei Paesi in via di sviluppo.

Le iniziative

Tra le iniziative menzionate dal rapporto di Gsk e di ViiV Healthcare, la joint venture tra Gsk, Pfizer e Shionogi focalizzata sullo studio del virus dell’Hiv, ci sono: la firma della licenzia volontaria tra ViiV Healthcare e Medicines patent pool (Mpp) relativa al cabotegravir a lunga azione per la profilassi dell’Hiv pre-esposizione (PrEP) per consentire l’accesso nei Paesi a basso reddito e nell’Africa Sub-sahariana; il nuovo Global health group dedicato a migliorare la progressione della pipeline e dell’accesso a farmaci e vaccini; l’ccordo con Gavi e Unicef per la fornitura del vaccino antimalarico RTS,S/AS01 Mosquirix per la vaccinazione ordinaria dei bambini nei Paesi endemici.

Garantire l’accesso alle cure

“Siamo lieti – ha commentato Emma Walmsley, chief executive officer di Gsk – di aver raggiunto il primo posto nell’Access to medicine index (Atmi) per l’ottava volta consecutiva. Si tratta di un riconoscimento delle azioni che stiamo intraprendendo per essere un passo avanti rispetto alle malattie e migliorare l’accesso ai farmaci e ai vaccini nei Paesi a basso reddito. Desidero ringraziare anche tutti i nostri partner per il loro sostegno. Abbiamo la più ampia pipeline di ricerca nel settore industriale che si occupa di malattie prioritarie per la salute globale e ci siamo impegnati a investire un miliardo di sterline nel prossimo decennio nella ricerca mondiale. Oltre a questo, oggi abbiamo stanziato altri 100 milioni di sterline per i prossimi 10 anni, per contribuire alla creazione di sistemi sanitari più solidi e all’accesso ai paesi a basso reddito”.

Tag: Access to medicine index / emma walmsley / Gsk /

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