Assobiotec-Federchimica: il fatturato della R&S biotech a capitale italiano cresce del 30%

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Pubblicato il: 29 Aprile 2022|

Un settore in continua crescita che conta oggi circa 800 imprese e tredici mila addetti, per un fatturato totale di dieci miliardi di euro. È questa la fotografia del settore biotech che emerge dal rapporto Assobiotec-Federchimica ed Enea “Le imprese di biotecnologia in Italia. Facts & Figures 2022”. Il settore delle biotecnologie in Italia ha saputo resistere all’impatto della crisi pandemica in tutti i suoi ambiti di applicazione e che ha visto crescere soprattutto il contributo delle imprese dedicate alla R&S biotech a controllo italiano con un fatturato che, in questo sottogruppo di imprese, ha registrato un aumento del 30% nell’anno nero dell’emergenza sanitaria globale.

I numeri di Assobiotec-Federchimica

L’industria biotecnologica italiana si conferma stabile, con una lieve flessione del numero di imprese a fine 2020, inferiore all’un per cento, e una ripresa nel 2021 che ha consentito di superare il 2019 con un totale di 790 aziende. La crescita ha interessato tutti gli ambiti di applicazione delle biotecnologie e in particolare le imprese dedicate alla ricerca e sviluppo nelle biotecnologie a controllo italiano, trainate da quelle con applicazione prevalente nelle biotecnologie industriali (più 9% di imprese fra il 2019 e il 2020). Il settore è caratterizzato da realtà di piccole e micro imprese che rappresentano poco più dell’82% del totale.

Il settore biotech in Italia

L’effetto pandemia si sente anche sul fatturato, con un calo del 5% nel 2020 rispetto all’anno precedente, anche se inferiore alla media degli altri settori (-12%). Il settore della salute produce circa tre quarti del fatturato totale delle imprese italiane ed è la parte prominente anche nelle biotecnologie, anche se si sta affermando anche il comparto industriale e le applicazioni in agricoltura e zootecnia.

La presenza regionale

Il nord e la Lombardia in particolare si confermano come polo di primaria importanza per produzione e fatturato biotech, ma si sta registrando una crescita delle regioni del Mezzogiorno e del nord est particolarmente presenti nel settore delle biotecnologie industriali. Buona la performance della ricerca e sviluppo che, nel 2020, è crescita del 7% rispetto all’anno precedente, trainata dalle imprese con applicazione prevalente nella salute umana e nell’industria. Anche gli investimenti in R&S biotecnologica è stata maggiore rispetto a quella media del comparto, con un +15% nel 2020 rispetto al 2019.

Motore della crescita

“Forse non tutti lo sanno – ha commentato Elena Sgaravatti, vice presidente Assobiotec-Federchimica – ma le biotecnologie sono state alla base di tutte le risposte alla crisi pandemica: dal sequenziamento del genoma del virus alla diagnostica molecolare, dai vaccini agli anticorpi monoclonali e agli antivirali, tutto è basato sul biotech. E oggi, alla fine dell’emergenza sanitaria ma di fronte a nuove, urgenti, drammatiche necessità: crescita economica sostenibile, diversificazione e ampliamento delle fonti energetiche ma anche capacità di approvvigionamento di materie prime per l’alimentazione umana e animale; le biotecnologie possono giocare ancora una volta un ruolo cruciale. Il Paese, con il Pnrr ha una straordinaria occasione per ripartire e non può permettersi adesso di sbagliare. Scegliere di avviare riforme e investire le risorse del Next Generation Eu sull’innovazione significa traghettare il Paese verso un futuro migliore e il biotech è certamente una tecnologia che, in questa prospettiva, non può essere trascurata”.

Tag: Assobiotec / Assobiotec-Federchimica / biotech / elena sgaravatti / Enea /

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