Assosalute: la geopolitica ridisegna il mercato dell’automedicazione

Le trasformazioni internazionali stanno ridefinendo il comparto farmaceutico, tra tensioni geopolitiche, nuove strategie industriali, resilienza delle supply chain e sfide regolatorie europee. Anche nel comparto del l’automedicazione. È quanto emerso dall’incontro “Salute senza confini: come la geopolitica ridisegna il mercato” svolta a Milano l’assemblea annuale di Assosalute, l’associazione nazionale dei farmaci di automedicazione parte di Federchimica.
L’evento ha riunito rappresentanti delle imprese, esperti e stakeholder del settore per discutere dell’impatto che il nuovo scenario globale sta avendo sulla sostenibilità e sulla competitività dell’industria dell’automedicazione.
Servono nuove soluzioni per la sostenibilità del sistema salute
Ad aprire i lavori il presidente di Assosalute, Michele Albero, che ha sottolineato come accessibilità alle cure, continuità produttiva e competitività industriale rappresentino oggi sfide strategiche per il futuro del comparto.
“Viviamo una fase storica segnata da profondi cambiamenti geopolitici, economici e sociodemografici che stanno trasformando profondamente anche il settore della salute”, ha dichiarato Albero. Secondo il presidente di Assosalute, è necessario che attori politici ed economici siano disponibili a “un confronto aperto e al passo con i tempi” per individuare soluzioni capaci di garantire la sostenibilità del sistema sanitario italiano ed europeo.
Albero ha inoltre evidenziato il ruolo crescente dei farmaci di automedicazione nel rafforzare la resilienza del sistema sanitario, favorendo un accesso responsabile alle cure e una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto alla salute. “In uno scenario complesso per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, i farmaci di automedicazione possono rappresentare una risorsa concreta per i cittadini e per la sanità pubblica”, ha spiegato, sottolineando però la necessità di accompagnare questo processo con informazione corretta, comunicazione responsabile e un quadro normativo adeguato.
Il nuovo scenario globale e le sfide per l’Europa
Tra i focus dell’assemblea anche l’analisi dei principali rischi geopolitici e delle loro ricadute sul comparto farmaceutico internazionale. Daniela Bianco, partner di TEHA Group e responsabile della practice Health & Life Sciences di The European House – Ambrosetti, ha descritto un contesto internazionale sempre più multipolare e caratterizzato da forte incertezza.
Secondo Bianco, vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, accesso alle materie prime critiche, costi energetici e politiche commerciali stanno incidendo direttamente sulla competitività del settore farmaceutico. Per questo, ha spiegato, Italia ed Europa devono rafforzare autonomia industriale, capacità di innovazione e attrattività degli investimenti, riconoscendo il valore strategico della filiera della salute per la sicurezza economica e sociale.
Nel dibattito è emersa anche la necessità di costruire un quadro regolatorio europeo capace di coniugare competitività, sicurezza e autonomia strategica, in risposta alle nuove dinamiche internazionali.
Supply chain più digitali e “cognitive”
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione delle supply chain e ai nuovi modelli logistici sviluppati dal settore per affrontare un contesto globale sempre più instabile.
Michele Palumbo, docente di Operation Supply Chain presso Università Cattolica del Sacro Cuore ed executive advisor, ha evidenziato come digitalizzazione, intelligenza artificiale e capacità predittiva stiano trasformando profondamente la gestione delle filiere produttive.
“Oggi non parliamo più soltanto di catene di fornitura, ma di ecosistemi collaborativi”, ha spiegato Palumbo, sottolineando il ruolo strategico di dati, tracciabilità e automazione nel garantire efficienza, continuità e sicurezza.
Secondo il docente, dopo le criticità emerse durante la pandemia, competitività e sostenibilità delle supply chain non possono più basarsi esclusivamente sul costo, ma devono integrare affidabilità, qualità del servizio e capacità di adattamento ai cambiamenti globali.
L’automedicazione come parte della governance sanitaria
Nel corso dell’assemblea, Assosalute ha ribadito il proprio impegno nel promuovere il valore sociale, industriale ed economico del comparto dell’automedicazione.
L’associazione ha sottolineato come l’automedicazione non debba essere considerata un’alternativa alla sanità pubblica, ma una componente integrante della governance sanitaria e farmaceutica nazionale, in grado di contribuire a una sanità più moderna, sostenibile ed equa.


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