Carenze di medicinali, oltre il 74% dei casi ha un impatto paneuropeo

Pubblicato il: 15 Settembre 2026|

La carenza di medicinali non è più un fenomeno riconducibile alla situazione di singoli Paesi, ma una criticità che interessa sempre più la supply chain farmaceutica europea nel suo complesso. Secondo i dati più recenti di Iqvia, sono circa 9.000 le carenze attive di medicinali segnalate pubblicamente in Europa, con un ricambio significativo: ogni mese si registrano tra 1.500 e 2.000 nuovi casi o risoluzioni.

A evidenziare la dimensione sovranazionale del fenomeno è un’analisi condotta sempre da Iqvia nel 2025, secondo cui fino al 74% delle carenze ha carattere paneuropeo, interessando contemporaneamente almeno otto Paesi. Un dato che mostra come le difficoltà di approvvigionamento possano propagarsi lungo una catena sempre più interconnessa e rendere meno efficace una gestione basata esclusivamente sul monitoraggio nazionale.

«Di fronte a questo scenario, la capacità della catena di approvvigionamento di tracciare precocemente e agire insieme è l’unico strumento in grado di proteggere la continuità terapeutica dei pazienti», spiega Pierluigi Petrone, presidente di Liphe – Logistica Integrata Pharma Healthcare, associazione che rappresenta gli operatori della logistica e della distribuzione dei prodotti sanitari.

Dalle allerte europee alle carenze in Italia

La dimensione europea del fenomeno si riflette anche sul mercato italiano. Un progetto pilota di Iqvia della durata di nove settimane ha evidenziato che il 21% delle allerte sovranazionali relative a medicinali critici è stato seguito da una successiva carenza in Italia. Il dato suggerisce che il monitoraggio delle segnalazioni che emergono negli altri Paesi europei potrebbe diventare uno strumento utile per anticipare le criticità sul territorio nazionale, consentendo agli operatori di attivare con maggiore tempestività eventuali misure di mitigazione.

“Le carenze di medicinali sono una sfida crescente in tutta Europa e richiedono una maggiore collaborazione, visibilità e processi decisionali basati sui dati nell’intero ecosistema sanitario” ha commentato Antonella Levante, Svp & Gm Italy & Greece di Iqvia.

Più collaborazione tra industria e distribuzione

È in questo contesto che si inserisce la collaborazione tra Liphe e Iqvia Italia, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra produttori e distributori e utilizzare i dati per individuare più precocemente i segnali di potenziali criticità.

La logistica sanitaria può infatti contribuire a migliorare la visibilità lungo la catena di approvvigionamento, mettendo a disposizione informazioni utili per individuare anomalie e anticipare possibili interruzioni nella disponibilità dei medicinali. Un approccio che va nella direzione indicata anche dalle nuove iniziative europee per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento dei medicinali critici.

“Dobbiamo superare la logica della gestione dell’emergenza per ideare, insieme all’industria, modelli di gestione virtuosa e condivisa, in linea con il percorso delineato dalla riforma dell’Ue”, sottolinea Mila De Iure, direttore generale di Liphe.

Dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione

Il progetto punta quindi a spostare il focus dalla gestione della carenza una volta che questa si è già manifestata alla prevenzione e all’anticipazione del rischio. La disponibilità di dati sovranazionali, combinata con le informazioni provenienti dalla distribuzione e dalla produzione, può consentire di costruire una visione più completa delle vulnerabilità della supply chain.

Per Liphe la maggiore integrazione tra i diversi attori della filiera rappresenta in questo senso un elemento centrale per sostenere gli obiettivi del Critical Medicines Act, il quadro europeo volto a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento dei medicinali considerati critici.

Tag: carenza farmaci / Iqvia / LIPHE – Logistica Integrata Pharma Healthcare /

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