Ebola, il medico italiano guarito al Centro nazionale sangue: “Se servirà tornerò in Sierra Leone”

Ebola, il medico italiano guarito al Centro nazionale sangue: “Se servirà tornerò in Sierra Leone”
Pubblicato il: 25 Marzo 2015|

“Non dipende da me, ma se mi chiameranno tornerò in Sierra Leone senza alcuna esitazione. È il mio dovere di medico, ma spero di non essere chiamato, se questo significa che i bisogni di assistenza di quella comunità non sono più critici”. Così Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency contagiato dal virus Ebola alla fine del 2014 in Sierra Leone, risponde ai responsabili del Centro nazionale sangue durante un incontro organizzato ieri.

“Pulvirenti – si legge in una nota del Centro – è guarito con la somministrazione di diverse terapie sperimentali compresa l’infusione di unità di plasma di convalescente. Una terapia ‘empirica’, basata sul fatto che il plasma dei convalescenti è ricco di anticorpi specifici che possono neutralizzare il virus”. Anche se “non è possibile asserire che le trasfusioni di plasma da convalescente sono state il fattore che ha promosso la guarigione di Fabrizio Pulvirenti, visto che il medico di Emergency ha ricevuto anche diversi farmaci anti-virali sperimentali”.

All’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, Pulvirenti ha donato già due volte il plasma, mediante procedure effettuate nel rispetto delle Linee Guida che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha emanato proprio per la donazione di plasma da convalescenti di malattia da virus Ebola.

Il plasma donato verrà conservato al San Camillo e resterà a disposizione della comunità internazionale per eventuali richieste, secondo un preciso protocollo condiviso a livello europeo. “Spero però, davvero, che questo plasma non serva a nessuno”, ha commentato Pulvirenti.

Tag: centro nazionale sangue / Ebola / Emergency /

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