Gsk accelera in oncologia: acquisirà Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari

Gsk spinge l’acceleratore sull’oncologia. Il gruppo farmaceutico britannico ha annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari in contanti, in una delle più grandi operazione di m&a realizzate dall’azienda negli ultimi dieci anni.
I dettagli finanziari dell’accordo
L’operazione prevede il pagamento di 124 dollari per azione, con un premio del 40% rispetto al prezzo di chiusura del titolo Nuvalent prima dell’annuncio. Il valore netto dell’investimento per Gsk è stimato in circa 9,4 miliardi di dollari, tenendo conto della liquidità presente nel bilancio della biotech americana.
Nuvalent, focus sulle terapie oncologiche mirate
Fondata nel 2017 e quotata al Nasdaq nel 2021, Nuvalent è specializzata nello sviluppo di terapie oncologiche mirate.
Il principale interesse di Gsk riguarda due candidati farmaci in fase avanzata di sviluppo per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule: zidesamtinib e neladalkib.
Entrambi sono attualmente sotto revisione da parte della Food and drug administration (Fda) statunitense e potrebbero arrivare sul mercato entro la fine del 2026. Secondo le stime degli analisti, i due prodotti hanno il potenziale per generare vendite annuali superiori al miliardo di dollari.
Rafforzare la pipeline con grandi operazioni
L’acquisizione segna un cambio di passo rispetto alla tradizionale strategia di Gsk, che negli ultimi anni aveva privilegiato operazioni di dimensioni più contenute.
Sotto la guida di Luke Miels, tuttavia, il gruppo sembra intenzionato ad accelerare il rafforzamento della pipeline per sostenere l’obiettivo di raggiungere oltre 40 miliardi di sterline di ricavi annui entro il 2031.
La società ha precisato che il target di crescita non dipende esclusivamente da questa acquisizione, ma l’operazione rappresenta un tassello importante nella costruzione del portafoglio futuro.
Contrastare la perdita di brevetti
L’interesse per Nuvalent si inserisce inoltre nella necessità di compensare il progressivo impatto della perdita di esclusività di alcuni farmaci chiave, tra cui dolutegravir, uno dei pilastri del business Hiv di Gsk, il cui brevetto è destinato a scadere nel 2028.
In questo contesto, l’oncologia viene considerata una delle aree terapeutiche più promettenti per sostenere la crescita nel lungo termine.
Secondo Gsk, l’integrazione di Nuvalent dovrebbe contribuire positivamente alle vendite e all’utile operativo già dal 2027, mentre l’impatto sull’utile per azione core è atteso a partire dal 2029.
Il mercato ha accolto l’annuncio con reazioni contrastanti: le azioni Nuvalent sono balzate di circa il 38% nelle contrattazioni pre-market statunitensi, mentre il titolo Gsk ha registrato un calo superiore al 3% alla Borsa di Londra, segnale della cautela degli investitori di fronte a un’operazione di dimensioni rilevanti.


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