M&A nel farmaceutico: tutti i deal 2012 e le tendenze 2013

Pubblicato il: 14 Febbraio 2013|

Tempi duri per le operazioni di M&A (Mergers and Acquisitions) nel settore farmaceutico: parlano chiaro i dati EvaluatePharma appena pubblicati. Tuttavia ci sarebbero le premesse per un 2013 ricco di sorprese, come ha assicurato, in un’intervista a FiercePharma, Christian Dokomajilar, manager e senior biotech analyst di Deloitte Recap.

 

In termini strettamente numerici, il flusso di fusioni e acquisizioni del 2012 si è mostrato il più deludente degli ultimi cinque anni – la tabella sottostante è cruda ma chiarissima – sia per l’esiguo numero di deal, sia per il loro ridotto valore economico.

 

Acquisizioni Pharma, ultimi 10 anni

Data di annuncio del Deal

Valore (miliardi $)

Numero di Deal

2012

44.6 

83 

2011 

54.1 

171 

2010 

108.3 

180 

   2010 (escludendo  Novartis-Alcon) 

70.3 

179 

2009 

151.9 

173 

   2009 (escludendo mega-Deal) 

42.9 

171 

2008 

109.4 

186 

   2008 (escludendo mega-Deal) 

62.4 

184 

2007 

70.0 

161 

2006 

99.7 

138 

2005 

61.5 

135 

2004 

97.7 

94 

   2004 (escludendo mega-Deal) 

34.7 

93 

2003 

39 

89 

2002 

66 

87 

   2002 (escludendo mega-Deal) 

5.8 

86 

2001 

46.1 

80

 

Nel 2013, però, assorbito l’urto delle grandi acquisizioni del passato e costretti a fronteggiare le numerose scadenze brevettuali, i responsabili di aziende pharma e biotech potrebbero tornare impetuosamente sul terreno dell’M&A. Del resto, come sottolinea Dokomajilar, “una Big Pharma, in un certo slot di tempo, può effettuare un numero limitato di mega-acquisizioni”; si riferisce a maxi operazioni, come l’acquisizione di Wyeth Pharmaceuticals da parte di Pfizer per 68 miliardi di dollari, nel 2009, o quella di Schering-Plough da parte di Merck per 41,1 miliardi di dollari nello stesso anno. Ma senza andare troppo indietro nel tempo, la stessa acquisizione di Genzyme da parte di Sanofi, avvenuta solo un paio d’anni fa per 20 miliardi di dollari, è un deal che sembra irripetibile con le poste, ben più modeste, disponibili nel 2012 sui tavoli dell’M&A.

Ma vediamo nel dettaglio che cosa è successo nel 2012. I dati EvaluatePharma non sono soltanto attendibili ma anche “sinceri”, nel senso che riportano esclusivamente i deal che nel corso dell’anno sono stati conclusi; cioè non solo annunciati, avviati, magari in attesa di essere siglati, ma sempre esposti a incertezze o ripensamenti dell’ultima ora. Balza all’occhio che nel 2012 è sensibilmente diminuito il numero di operazioni, ma è soprattutto crollato il loro valore medio. Un’analisi a portata di mano, in effetti, sulla quale Dokomajilar innesta una riflessione ben più fine: “Nel 2012 – ha dichiarato nella sua intervista al grande Network di FiercePharma – si è affermata la propensione all’acquisto di farmaceutiche mature, con business e pipeline definiti e affermati”. In effetti lo scorso anno – con un dato in forte controtendenza rispetto al trend del periodo – sono aumentate le acquisizioni di aziende target con prodotti in Fase II o già commercializzati. Rispetto al quinquennio precedente le acquisizioni di società con prodotti in Fase II sono cresciute del 35%, e addirittura del 45% quelle di aziende con prodotti già disponibili sul mercato.

Dokomajilar  fa poi un’altra annotazione, su elementi tutt’altro che intuitivi: le fusioni concluse nel 2012 contemplavano solo in pochi casi componenti di pagamento potenziali (ad esempio milestone payments); tuttavia – quasi a contraddire quest’ultimo trendsi è assistito a un incremento notevolissimo di call option (opzioni d’acquisto), che hanno quasi del tutto sostituito lo schema base dell’M&A.

Dokomajilar, insomma, nel suo tentativo di individuare un trend nel mercato di fusioni e acquisizioni nel farmaceutico, non attribuisce alcuna importanza al numero di deal, né sembra dare troppo peso all’aumento o alla diminuzione del valore medio delle operazioni. Ritiene, anzi, che nel 2013 assisteremo a molte fusioni e acquisizioni nel Pharma, e chiarisce, però, che questo tipo di operazioni sono destinate non tanto a ridursi o a moltiplicarsi, ma piuttosto a cambiar pelle: “Con la crisi economica, che da emergenza si sta trasformando in situazione durevole, la maggior parte dei deal si atteggeranno come opzioni d’acquisto che seguiranno contratti di licensing. È quel che accade quando si assottigliano le disponibilità economiche – chiosa Dokomajilar –: saranno conclusi negozi più oculati, con strumenti giuridici più innovativi, attraverso contratti che definirei ‘più smart’”.           

Qui sotto la “top 10” delle operazioni di M&A concluse nel 2012. Il valore dei  deal è espresso in dollari. La data si riferisce al closing; la prima azienda indicata è l’acquirente, la seconda è la società target.

 

1. Gilead Sciences/Pharmasset (17 gennaio 2012 – 11,2 miliardi)

 

2. Bristol-Myers Squibb, AstraZeneca/Amylin (9 agosto 2012 – 7 miliardi)

 

3. Watson Pharmaceuticals/Actavis (31 ottobre 2012 – 5,9 miliardi)

 

4. GlaxoSmithKline/Human Genome Sciences (3 agosto 2012 – 3 miliardi)

 

5. Dainippon Sumitomo Pharma/Boston Biomedical (25 aprile 2012 – 2,6 miliardi)

 

6. Valeant Pharmaceuticals/Medicis Pharma (11 dicembre 2012 – 2,6 miliardi)

 

7. Bristol-Myers Squibb/Inhibitex (13 febbraio 2012 – 2,5 miliardi)

 

8. Private equity consortium/Par Pharmaceutical (28 settembre 2012 – 1,9 miliardi)

 

9. Novartis/Fougera Pharma (23 luglio 2012 – 1,5 miliardi)

 

10. AstraZeneca/Ardea Biosciences (20 giugno 2012 – 1,3 miliardi)

Tag: farmaceutico / M&A / mergers and acquisitions / trend di mercato /

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