Sempre più difficile il rapporto medico-paziente, i consigli di Tops per migliorare la comunicazione

Pubblicato il: 15 Luglio 2015|

Un rapporto sempre più complesso quello tra medico e paziente. Da un lato c’è lo specialista che non riesce a concedere il giusto tempo al paziente, dovendosi occupare anche di aspetti amministrativi e di segreteria; dall’altra c’è il malato, alle prese con liste d’attesa infinite e ambulatori sovraffollati. Proprio al miglioramento della comunicazione tra camici bianchi e pazienti sono dedicati i workshop ‘Comunicazione medico-paziente e aderenza alla terapia’, proposti da Tops, realtà di riferimento nei servizi rivolti al settore salute, in partnership con AboutPharma, che si sono svolti a Milano e a Roma, il 16 e il 23 giugno.
Il confronto fra i relatori – quattro fra i principali key opinion leader in Italia in Oncologia, Reumatologia, Fibrillazione Atriale e Ibd e i manager di 15 aziende farmaceutiche – ha messo in evidenza alcune fra le più attuali aree di necessità dei Centri nella loro attività quotidiana e nella relazione con il paziente. Oggi la mancanza di tempo e di risorse per dedicare ascolto al malato stride con la crescente esigenza di ‘prendersi cura’, aldilà del semplice ‘curare’. I medici, inoltre, sono costretti a occuparsi anche di aspetti amministrativi e di segreteria; ne consegue non solo il comprensibile spreco di qualità e risorse nella professione, ma anche una perdita di credibilità e autorevolezza, quindi di efficacia terapeutica.
Spesso, poi, il paziente che accede alla prima visita è inadeguato, ossia non è stato correttamente indirizzato verso l’ambulatorio più appropriato. Questo causa grave danno per il malato, sprechi di farmaci, esami che devono essere ripetuti, e difficoltà a seguire il Pdta. In più, molti pazienti vanno a cercare informazioni e risposte su internet, il che accresce la disinformazione e la confusione, sia in merito alla terapia che alla patologia. Inoltre, il paziente ambulatoriale non riceve il necessario sostegno dal territorio: il dialogo fra medico di medicina generale e Centro è spesso assente e questo impedisce il corretto e tempestivo riferimento al centro e l’opportuno follow-up nei periodi che intercorrono fra le visite di controllo schedulate presso il Centro.
Emerge con forza il concetto secondo cui, in una sanità sempre più paziente-centrica da una parte e segnata da tagli economici dall’altra, per le aziende diventa strategico scegliere di offrire servizi al Centro. Ogni opinion leader ha presentato l’esperienza con Close to care – il brand che identifica i servizi di Patient Support Program pensati da Tops per facilitare la comunicazione tra struttura sanitaria e pazienti – all’interno del proprio centro. Tali servizi, costruiti sulla base delle specifiche necessità di ogni contesto, costituiscano una efficace risposta per migliorare numerosi aspetti del lavoro quotidiano e della relazione con i pazienti. Close to care fornisce supporto nei principali ambiti di attività, quali la gestione di terapia, stato malattia ed eventi avversi, facilitando l’accesso del paziente al centro e creando un canale di comunicazione biunivoco e privilegiato.

Tag: AboutPharma / medico / paziente /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Dna

Così il sequenziamento del Dna migliorerà la medicina di precisione

La tecnologia ha permesso di decifrare anche gli ultimi “libri” del genoma umano. Un punto di partenza per perfezionare ulteriormente personalizzazione di diagnosi e cure come spiega Giuseppe Novelli, professore di Genetica Medica dell’Università di Roma “Tor Vergata”

RUBRICHE
FORMAZIONE