Anitec-Assinform: la spesa in big data e analytics in sanità cresce a 135 milioni di euro ma serve una data strategy

Pubblicato il: 9 Giugno 2022|

L’accelerazione che la pandemia ha dato alla digital transformation nel settore della salute ora deve essere consolidata con una data strategy. Le applicazioni di tecnologie di digital health sono sempre più diffuse, facendo crescere il mercato a tassi quasi a doppia cifra nel 2021, come sottolinea il white paper “Una Data strategy per la sanità Italiana” di Anitec-Assinform, l’Associazione italiana per l’information and communication technology (Ict) aderente a Confindustria. Soprattutto il settore di big data e analytics in sanità raggiungerà 135 milioni di euro nel 2022 (+12,5%) con una prospettiva di crescita fino a 200 milioni nel 2025 (fonte NetConsulting Cube). Sempre secondo il rapporto annuale “Il digitale in Italia”, il valore complessivo del mercato italiano Big data è stimato a 1,5 miliardi di euro per il 2022 e dovrebbe raggiungere gli 2,1 miliardi nel 2025 (tasso di crescita medio annuo 2021/25 del 13,1%).

La Data strategy

Nel presentare il documento, il gruppo di lavoro di Anitec-Assinform “Digital transformation in sanità” ha elaborato anche le soluzioni possibili per creare ulteriore valore nel settore delle scienze della vita partendo dai dati e per superare i limiti di interoperabilità, cybersicurezza e competenze digitali ancora tutt’oggi esistenti. La Data strategy proposta da Anitec-Assinform si articola in cinque aree di policy prioritarie per costruire una strategia dei dati per la sanità italiana: competenze digitali, cybersecurity, data governance, infrastruttura, life data.

Competenze digitali

Il tema delle competenze rappresenta un nodo cruciale per il successo dei programmi di trasformazione digitale in sanità, in particolar modo bisogna puntare ad accrescere la conoscenza di base della popolazione e rinforzare quella informatica specialistica nel Ssn.

Cybersecurity

È fondamentale assicurare la sicurezza dei dati e ogni progetto di digitalizzazione dei processi sanitari si deve sviluppare con una logica di “security by design” che coinvolga le varie fasi di organizzazione, sicurezza delle apparecchiature e competenze dei dipendenti.

Data governance

Sono necessarie norme chiare sulle possibilità di utilizzo e scambio dei dati per capitalizzare i buoni risultati ottenuti dai progetti abilitati di intelligenza artificiale, deep learning e machine learning. Occorre scalare a livello nazionale le esperienze già fatte in campo di Ai.

Infrastruttura

Una data-driven healthcare presuppone l’esistenza di un’infrastruttura capillare che consenta la raccolta, il trasferimento, l’elaborazione e la fruizione dei dati. L’infrastruttura deve abilitare l’interoperabilità dei dati attraverso una strutturazione logica: un modello semantico che a partire dallo standard FHIR consenta la comprensione del significato dei dati contenuti per tutti i possibili utilizzi.

Life data

Si deve passare da una logica di uso verticale dei dati, finalizzata al singolo progetto, a una strategia che valorizzi standard, collaborazione e riuso dei dati in senso trasversale, multidisciplinare. I dati clinici vanno integrati con “life data”, ovvero dati “esogeni” agli episodi clinici ma che possono influenzare il benessere delle persone.

L’importanza dell’innovazione

“La Sanità è un settore strategico che interessa la vita di tutti – ha commentato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform -. È la struttura portante del nostro welfare: per questo dobbiamo renderla accessibile, efficiente e di qualità. L’innovazione è fondamentale per un servizio pubblico che non lasci nessuno indietro. La sanità del futuro avrà bisogno della trasversalità dei dati per migliorare la qualità della vita delle persone. Ci sono già esperienze di successo in Italia, ma ora serve scalare. Investire bene anche i fondi del Pnrr sulla Missione 6 sarà fondamentale”.

Tag: analytics / anitec / assinform / big data / cybersecurity /

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