Digital health e dintorni: le parole che non concordano

ispor
Pubblicato il: 12 Settembre 2022|

La salute digitale viene sempre più vista come il futuro della sanità. L’emergenza Covid non ha fatto che alimentare tale entusiasmo. Eppure, sebbene gli ambiti di applicazione clinica aumentino e l’utilizzo si diffonda, permangono zone d’ombra e confusione a partire dalla definizione di salute digitale. Sono stati pubblicati i risultati della ricerca condotta dal gruppo di esperti dedicato alla digital health dell’International Society for Pharmacoeconomics and Outcomes Research (Ispor). Attraverso la creazione di un database delle definizioni disponibili in letteratura di digital health, si è voluto capire e dimostrare la presenza o meno di accordo su cosa si intende con il termine “salute digitale”. La presenza di un consenso agevolerebbe la raccolta ed analisi delle evidenze che sta alla base delle valutazioni di farmacoeconomia e dell’outcomes research. A oggi sono disponibili i risultati della scoping review relativa a quattro termini generici (umbrella terms) quali: digital health, eHealth, mHealth, e telehealth/telemedicina.

Quante definizioni ci sono per la digital health?

Considerando il periodo 2015-2020, limitandosi ai 134 articoli scientifici selezionati dagli esperti Ispor, emergono ben 142 definizioni, totalmente o parzialmente, diverse tra di loro: 4 per la digital health, 36 per l’eHealth, 50 per la mHealth e quasi altrettante (n=52) per la telehealth/telemedicina. Limitandosi alle sole 38 definizioni totalmente diverse tra di loro sorprende come negli anni non sia scemato il desiderio o l’esigenza di ridefinire la digital health. Ad esempio, sia nel 2016 che nel 2018 sono state proposte dieci nuove definizioni. Autori di tali definizioni sono le organizzazioni governative/intergovernative e non governative, centri di ricerca ed università o gruppi di esperti.

Che rapporto c’è tra digital health, ehealth e telemedicina?

Lo Special Interest Group (SIG), sulla base delle definizioni rinvenute in letteratura, ha tentato di ricostruire un framework concettuale, quale quello riportato nella figura (in Value in Health, Volume 25, Issue 9, P1469-1479, September 01, 2022. DOI: https://doi.org/10.1016/j.jval.2022.04.1730) e tratto l’Ispor Report recentemente pubblicato. Tale framework non è da leggersi come ideale, ma come quello di fatto seguito almeno sulla base delle definizioni finora pubblicate. Seguendo tale impostazione il termine “digital” ed “e-” health sono in gran parte intesi come sinonimi dato che fanno riferimento all’utilizzo di tutte le tecnologie digitali, elettroniche e basate sull’utilizzo dei computer. Mentre “m-health” identifica i mezzi di telecomunicazione mobili e il prefisso “tele” viene associato con l’assistenza in remoto.

Le domande ancora aperte

Come emerge dai risultati pubblicati su Value in Health di Settembre 2022 e qui brevemente riportati, gli esperti non concordano quando parlano, ad esempio, di digital health ed affini. La motivazione di tale assenza di accordo rimane da individuare come rimane da capire se le nuove definizioni rispecchino l’evoluzione delle tecnologie digitali o una diversa percezione del ruolo delle stesse in sanità. Il gruppo di esperti Ispor sta proseguendo con le sue analisi per individuare quali elementi dovrebbero essere presenti in una definizione condivisibile e più operativa di salute digitale, capace, anche, di poter rispecchiare la prospettiva dell’outcome research.

*Direzione Tecnica e Innovazione Tecnologia Sanitaria della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
**Anita Burrell Consulting, Flemington, NJ, USA
*** Health Economics Research Center, University Research and Innovation Center, Óbuda University, Budapest, Ungheria

Tag: ispor /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE