Investimenti ancora congelati nella digital health, ma la primavera è alle porte

Pubblicato il: 14 Marzo 2023|

Il 2022 non sarà di certo ricordato come l’anno della digital health. Soprattutto per quanto riguarda gli investimenti. Se, infatti, a settembre CB Insights segnalava un raffreddamento degli afflussi di denaro verso le società che si occupano di salute digitale (si veda il numero 201 di AboutPharma), oggi evidenzia una caduta libera nei quattro trimestri dello scorso anno, nel report “State of digital health 2022”. I finanziamenti sono calati del 57% anno su anno (YoY) e i deal del 33%, toccando il minimo degli ultimi cinque anni. Una discesa importante rispetto al 2021 del boom. Anche le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) si sono ridotte del 50% su base annua e persino le Ipo (Offerta pubblica iniziale) sono diminuite dell’83% (le ragioni sono state approfondite sempre sul numero 201 di AboutPharma). Dati negativi anche sui mega-round, cioè sulla raccolta di capitali a rischio superiori a 100 milioni di dollari per sostenere la crescita di una startup, crollo an- che in questo caso del 75%. Soltanto tre mega-round nel quarto trimestre del 2022 contro i 7 del trimestre precedente e i 43 dell’ultimo trimestre del 2021.  

Non nascono unicorni

Come illustra ancora il report CB Insights la sofferenza riguarda anche il settore della telehealth e relative start-up che hanno visto un calo dei finanziamenti pari al 57% nel 2022 rispetto all’anno precedente. E per la prima volta dal 2018, in un arco di tre mesi non si è registrata alcuna na- scita di unicorni (quarto trimestre 2022) anche se il 2022 ha visto spuntare 21 unicorni digital health, il secondo numero più alto nell’arco degli ultimi cinque anni.  

Un problema generale dell’health innovation?

Da notare che il raffreddamento che ha colpito la digital health, almeno in termini di investi- menti, si inserisce nel grande capitolo dell’innovazione per la salute che, più in generale, ha registrato anch’esso una serie di segni meno. Di fatto, i finanziamenti del 2022 per la health innovation si sono dimezzati rispetto al 2021. A sancirlo è questa volta lo Startup Health Insights report, relativo all’andamento dell’anno appena trascorso: dati certamente non all’altezza delle aspettative che affiancano, nel 2022, il peggioramento degli outcome salute, “dolorosi da esaminare per chiunque stia investendo sul- la trasformazione digitale e nell’innovazione”, come dicono gli analisti.  

Alla ricerca delle cause e delle prospettive

Ma come si spiegano le cattive notizie? In generale, i principali osservatori non parlano di una bolla che si sta sgonfiando, con effetti catastrofici, ma di un progressivo riassestamento del mercato digital e innovation health dopo gli anni del boom legato alla pandemia Covid-19. Rock Health, ad esempio, scrive che il 2022 “segna la fine di un ciclo di finanziamento macro” e suggerisce che il 2023 potrebbe vedere un anno di riequilibrio (si veda box). Più ottimista il commento di Galen Growth che si definisce global leader in digital health analytics. Il gruppo fa notare come la salute digitale “abbia mostrato resilienza con livelli di finanziamento di gran lunga superiori ai livelli pre-pandemici del 2019 e abbia avuto più richieste normative rispetto al 2021 con un aumento di 1,5 volte nell’attività di partnership”. Anche per Startup Health non è opportuno usare toni catastrofisti: al contrario le previsioni sono incoraggianti.  

The great recalibration

“Riteniamo che la riduzione dei finanziamenti per l’innovazione sanitaria nel 2022 possa inaugurare una grande ricalibrazione durante la quale il rumo- re del mercato viene ridotto e le grandi aziende ottengono l’attenzione e il capitale che meritano”, spiega Startup Health. “È il momento della ricalibrazione del mercato macro – uno spostamento verso innovazioni che dirigono veramente e finalmente l’ago sulle metriche sanitarie – così come a livello di singola startup. Le startup smart avranno l’opportunità nel 2023 di riformulare la loro offerta alla luce di questa nuova realtà di mercato e rimettere al centro della conversazione i progressi duraturi del moonshot sulla salute”. Tuttavia, a fronte del “lancio sulla luna” (moonshot), della digital health del 2021, c’è chi parla ora di “ritorno sulla Terra”, come nel caso di un articolo apparso sul community blog di Medtech Strategist. 

Verso un “new normal”

Nei prossimi anni potremmo vedere un equilibrio o nuova normalità, come ricordava un report Deloitte l’anno scorso, proprio nel bel mezzo della tempesta che stava abbattendosi sulla digital health. Entro la fine del decennio, secondo la previsione, i piani sanitari si dirigeranno probabilmente verso un “new normal” a causa della confluenza di due tendenze. In primo luogo, grazie ai progressi scientifici, si ridurrà la prevalenza dei rischi ad alto costo per la salute. In secondo luogo – sottolineava Deloitte – gli attori digital health continueranno a guidare la crescita del business poiché il luogo della concorrenza si sposta dalla gestione del rischio alla promozione del benessere. “Di conseguenza, secondo il nostro modello, circa il 26% dei profitti netti associati ai piani sanitari passerà alla sanità digitale”, scrive Deloitte, in “Digital disruption for health plans. It isn’t coming, it’s here”. La digital health, dunque, sempre più protagonista del sistema salute. È ancora prematuro, comunque, trarre conclusioni. Gli analisti non usano toni catastrofisti e, come abbiamo visto, parlano di ricalibrazione o di riequilibrio del mercato e dei finanziamenti: un fenomeno che appartiene più alla fisiologia che alla patologia dell’intero sistema sanità digitale. Di sicuro le prossime evoluzioni saranno attentamente osservate. 

Tag: cb insights / digital health / galen growth / salute digitale / startup / startup health / Venture Capital /

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