La digital transformation sta cambiando tutto: Chiesi Italia raduna gli esperti

Pubblicato il: 29 Giugno 2022|

Cure domiciliari, terapie innovative, sperimentazioni cliniche, medicina personalizzata, organizzazione interna alle aziende, comunicazione con gli stakeholder e via andando. Non c’è ambito che non sia rivoluzionato o creato ex novo dalla tecnologia digitale. Il processo di trasformazione dell’healthcare e dell’industria farmaceutica in particolare è pienamente in atto, come testimoniato dai Digital Day organizzati ogni anno da Chiesi Italia, per individuare e definire i modelli, le competenze, le tendenze del cambiamento in atto. Spiega Raffaello Innocenti, amministratore delegato dell’azienda: “Il percorso intrapreso in questi anni ha cambiato in modo fondamentale il nostro mindset permettendoci di delineare nuove strade per sviluppare le competenze interne, approfittare di quelle esterne e rispondere ai bisogni espressi e inespressi dei nostri pazienti, del benessere della comunità e del nostro agire sostenibile in linea con i principi fondanti di una B Corp certificata, qual è diventata Chiesi nel 2018”.

Un cambiamento globale con persone e dati al centro

L’edizione 2022 mette sotto i riflettori la telemedicina da un lato e l’innovazione derivante dalle terapie digitali (DTX). “La casa come luogo di cura. Si va verso l’organizzazione di un processo di benessere e salute individualizzato, coltivando l’accessibilità e l’aspetto della sostenibilità”, spiega Roberto Ascione, Ceo e fondatore di Healthware Group. “Non è solo una partita tecnologica ma di modelli, strategia, formazione e crescita delle competenze: tutti gli stakeholder saranno toccati dalla trasformazione digitale che è al cuore della catena del valore. Il tema principale è la disponibilità e la qualità dei dati. Sappiamo poco di quello che succede in real-life al di fuori del setting dello studio clinico randomizzato. In futuro, grazie alla tecnologia digitale, ne sapremo di più, e questo è vero per la R&D del farmaco così come per le terapie digitali. Ci sarà la possibilità di produrre dati in maniera continua, circolare. Qualità e quantità dei dati porteranno all’innovazione. Ormai è dimostrato che interventi basati su software validati hanno un effetto terapeutico. Si tratta di un grande cambiamento. La novità è che gli algoritmi (es. su condizionamento comportamentale, stimolazione neuro-cognitiva, sistemi di riabilitazione tramite la realtà virtuale aumentata) stanno dimostrando di avere un vero e proprio effetto terapeutico”.

Le prime terapie digitali sono pronte

“Probabilmente, entro i prossimi 4-6 mesi il ministero della Salute italiano si troverà due richieste di approvazione di DTx, di cui una per i pazienti colpiti da carcinoma polmonare in chemioterapia: la app ha dimostrato di migliorare del 40% la sopravvivenza a 24 mesi (JAMA, 2019), non si potrà ignorare questo beneficio”, osserva Giuseppe Recchia, CEO di DaVi DigitalMedicine. “Esistono però alcune barriere da superare. Occorre formazione, per il paziente e il medico, in un paese che non ha ancora raggiunto un grado sufficiente di maturità digitale. È fondamentale, inoltre, usare un linguaggio comune chiarendo che cosa significa medicina digitale. Non è una delle tante app del benessere, la DTx si occupa di pazienti erogando un intervento terapeutico indipendente dal farmaco tradizionale, con un beneficio clinico documentato attraverso trial clinici randomizzati controllati di conferma”.

La telemedicina cambia lo scenario

Anche nell’ambito della telemedicina il panorama è in drastico mutamento e si potrà contare sulle risorse dedicate dal PNRR per la medicina di prossimità e l’healthcare. “La telemedicina – spiega Davide Bottalico, esperto di Digital Health, Customer excellence & innovation presso Takeda Italia – aggiunge velocità ai processi del mondo della salute. L’azienda è chiamata a strutturarsi con logiche di marketing che comportano la dotazione di piattaforme. Il prossimo scalino riguarda l’utilizzo dell’innovazione tecnologica nel mondo della salute, soprattutto grazie all’Intelligenza artificiale. Oggi riusciamo già ad acquisire dati parametrici, ad esempio i valori di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, ECG, con piccoli strumenti casalinghi o indossabili”. Il tutto può essere registrato e condiviso in tempo reale con i curanti anche dai pazienti anziani, con malattie croniche o dai loro caregiver.

Open innovation, serve ampliare lo sguardo

“Siamo di fronte a un fenomeno di disrupting innovation, non di sustaining innovation come eravamo abituati”, nota al riguardo Albert C. Mikkelsen, fondatore di First Venturing. “Nella sustaining innovation gestiamo quello che sappiamo, la nostra expertise. Invece, nella disrupting innovation, come quella in corso, dobbiamo gestire ciò che non sappiamo, ciò che ancora non esiste. Come fare? Nel mondo digitale nessuno lavora da solo, a volte ci sono 100-200 persone che collaborano a un progetto. L’Open innovation pertanto è un paradigma che invita le aziende a fare ricorso a idee esterne, oltre che interne. Se non sappiamo ancora come usare al meglio il digitale nel contesto health dobbiamo imparare da ogni esperienza. Restare il più possibile aperti alle idee che si stanno generando: una di queste potrà rivelarsi quella vincente”.

L’innovazione in Chiesi Italia

Il Digital Day passa tradizionalmente in rassegna le idee innovative su ricerca, customer, marketing, e-commerce e sui temi della sostenibilità concepite all’interno di Chiesi Italia. Nel corso dell’edizione 2022 sono state condivise e premiate le migliori idee e i progetti virtuosi realizzati dai vari team aziendali. Uno di questi progetti è Change Detector, sviluppato per il Patient Support Program domiciliare, ideato con lo scopo di innovare e di personalizzare il monitoraggio terapeutico dei pazienti con alfa-mannosidosi tramite l’utilizzo di sensori inerziali. Si aggiunge anche MSL Home, nato dai Medical Science Liaison dell’area respiratoria come risposta all’emergenza della pandemia, orientato al customer e alla digitalizzazione.

Permette tutt’ora a Chiesi di essere partner di riferimento per la comunità scientifica con la quale nel tempo ha co-costruito l’evoluzione sulla base dei bisogni emersi. Rivolta all’organizzazione è invece C-Life APP che da un lato accompagna i neoassunti nei primi giorni della loro esperienza in azienda e dall’altro mette a disposizione di tutte le persone le informazioni di uso quotidiano provenienti dalle varie fonti aziendali (l’80% degli utenti registrati la utilizza almeno una volta a settimana). È stata poi la volta dei pitch dei candidati all’edizione del 2022 con idee innovative su ricerca indipendente, customer experience, e-commerce e dematerializzazione per un futuro più sostenibile.

Tag: digital day chiesi 2022 /

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