L’intelligenza artificiale nello sviluppo di nuove cure

intelligenza artificiale
Pubblicato il: 9 Novembre 2022|

Le tecniche di Intelligenza Artificiale (IA) applicate alla ricerca farmaceutica rappresentano uno degli ambiti più importanti della grande trasformazione in atto nel settore life science. L’IA può rivelarsi infatti di grande aiuto nell’identificare i prodotti più efficaci, ridurre il rischio di insuccesso, le tempistiche e i costi legati allo sviluppo di nuovi farmaci. Oggi questo processo è ancora molto inefficiente, anche a causa dell’alto numero di composti che vengono testati. Il 60% dei costi di Ricerca & Sviluppo (R&S) dipende da trial clinici non andati a buon fine: 1,5 miliardi su un totale di 2,6 miliardi di dollari investiti in composti inefficaci. Inoltre, nonostante si siano registrati migliori tassi di successo nel lancio di nuovi medicinali, i costi associati a ciascun lancio stanno crescendo di circa il 50% ogni anno e nel 2016 hanno raggiunto 2,6 miliardi di dollari. Solo il 20% delle principali aziende farmaceutiche pareggia gli investimenti in R&S dopo 7 anni.

Chi ricorre all’Ai

Una recente ricerca evidenzia che oggi quasi 270 aziende nel mondo utilizzano soluzioni di IA per sviluppare nuovi prodotti; oltre il 50% di queste ha sede negli Stati Uniti, ma stanno emergendo poli anche in Europa occidentale e nel sud-est asiatico. Sono molteplici gli ambiti di applicazione dell’IA lungo l’intero processo di sviluppo di un farmaco e significativi i benefici potenziali: stimiamo un miglioramento dell’efficacia pari a 2-3 volte rispetto ai metodi tradizionali e una riduzione delle tempistiche anche maggiore di 4 volte.

Modelli in uso

Per citare alcuni esempi, nella fase di progettazione, si possono utilizzare modelli di apprendimento automatico generativi per identificare composti candidati stabili ed efficaci. Tali modelli possono essere usati anche per ottimizzare le molecole, minimizzandone la tossicità sia durante la fase di test in vitro sia nei test preclinici. Un tale approccio può rendere disponibile un farmaco già nella fase 1 dello studio dopo 12-18 mesi dall’inizio del programma. Esistono inoltre modelli in grado di simulare quasi tutte le proteine note e le loro interazioni, permettendo di ottenere in poche ore la struttura 3-D di un composto che con le tecniche tradizionali avrebbe richiesto mesi. Un altro ambito di applicazione riguarda la ricerca di indicazioni d’uso per farmaci, esistenti e nuovi: utilizzando sia dati interni sia dati provenienti da fornitori specializzati, è possibile ottenere indicazioni riguardo ai programmi definibili come prioritari, interrompendo tempestivamente quelli con bassa probabilità di successo e riducendo così il numero dei pazienti richiesti per gli studi clinici.

Criticità da superare

I principali ostacoli da superare per beneficiare appieno delle potenzialità dell’IA sono riconducibili a due ambiti: il primo riguarda l’integrazione di queste metodologie nelle attività quotidiane di R&S, affinché possano essere applicate in modo diff uso e non essere isolate dagli altri processi aziendali. Il secondo ostacolo è legato all’investimento nell’infrastruttura tecnologica sottostante e allo sviluppo di competenze, anche attraverso l’avvio di solide partnership con provider esterni. Dare risposte efficaci e tempestive ai bisogni di salute è un imperativo sempre più importante. Affinché l’IA possa sprigionare tutta la sua efficacia nel campo della ricerca farmaceutica, è fondamentale che il suo ruolo strategico venga riconosciuto, in primis dal top management, e la sua implementazione ben definita all’interno dell’organizzazione. Solo così può diventare un reale motore di crescita

Tag: life-science-transformation / mckinsey & company /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Pazienti e scelte sanitarie: ancora non c’è la bussola

Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini

Remedi4all: l’Europa scommette sul valore del repurposing

Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe

RUBRICHE
FORMAZIONE