Un umanoide per migliorare l’assistenza dei pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo e neurodivergenza

Abel è un umanoide. È dotato di testa, busto con braccia, mani e 42 servomotori di nuova generazione e grazie alla tecnologia Emotion AI della startup deep-tech Emotiva dispone di un sistema di percezione visivo-sociale che esegue il riconoscimento facciale e stima l’espressione emotiva del viso del paziente. Il suo scopo è relazionarsi empaticamente con pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo e neurodivergenza.
Le applicazioni di Abel
Per i pazienti non più in grado di verbalizzare, con problemi di comprensione ed espressione delle emozioni (come, ad esempio, i disturbi comportamentali e disturbi dello spettro autistico), l’umanoide può infatti abbattere le barriere della comunicazione attraverso un profondo coinvolgimento socio-emotivo. In particolare una delle grandi sfide del progetto è quella relativa alla patologia della demenza: le capacità empatiche di Abel potranno infatti migliorare l’assistenza ai pazienti colmando i gap comunicativi e fornendo supporto ai caregiver familiari.
Come nasce Abel
Abel nasce da una collaborazione tra Emotiva, la startup deep-tech milanese focalizzata nella misurazione dell’attenzione e del riconoscimento delle emozioni, accelerata e finanziata da la Venture Group eil Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa. Scrive Empatica in una nota stampa: “L’umanoide migliora continuamente le sue capacità empatiche e le interazioni bidirezionali, imparando a leggere ed estrarre le emozioni reagendo in modo appropriato, grazie al sistema di classificazione delle emozioni sviluppato da Emotiva”.
Abel soddisfa due obiettivi di ricerca sulla comprensione umana: servire da specchio per implementare e testare le teorie della mente e del comportamento; indurre, elaborare e comprendere le emozioni durante un’interazione sociale uomo-robot.
Un supporto per le persone con demenza
Ma il progetto Abel va oltre il riconoscimento delle emozioni. Può supportare infatti una sfida sanitaria del XXI secolo in rapida crescita: la demenza. Oggi 55 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza. Entro il 2050, questo numero sarà quasi triplicato fino a 152 milioni, ovvero 1 persona su 85 (OMS). “Utilizzando la sua capacità di apprendere e mostrare empatia, Abel sarà uno strumento efficace per contribuire a migliorare l’assistenza ai malati di demenza, colmando le lacune comunicative e fornendo un’altra forma di sostegno ai caregiver e ai familiari”, afferma Lorenzo Cominelli, ricercatore post-dottorato presso il Centro di ricerca.
Obiettivi futuri
Obiettivo della collaborazione tra Emotiva, specializzata in Emotion AI e il Centro Enrico Piaggio focalizzato sulla robotica, è quello di “migliorare l’interazione uomo-macchina costruendo uno strumento che aiuti a comprendere meglio i processi cognitivi ed emotivi umani” come spiega Andrea Sempi di Emotiva. Collaborazione che rimarrà un impegno costante, con l’obiettivo di estendersi ad altre aree di ricerca sulla robotica sociale nel contesto medico, come i robot di servizio, i robot da compagnia e tutti i robot che presto ci aiuteranno nelle nostre attività quotidiane.


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