Icd-11: il nuovo manuale per la salute mentale dell’Organizzazione mondiale della sanità in Italia dal 3 novembre

salute mentale
Pubblicato il: 29 Ottobre 2025|

È in arrivo un nuovo punto di riferimento per la diagnosi e la classificazione dei disturbi mentali. Dal 3 novembre 2025 sarà disponibile Icd-11 – Descrizioni cliniche e requisiti diagnostici per i disturbi mentali, comportamentali e del neurosviluppo, la traduzione ufficiale della più recente revisione pubblicazione dell’International Classification of Diseases (Icd) dell’Organizzazione Mondiale della sanità.

Pubblicato da Raffaello Cortina Editore e curato dagli psichiatri Mario Maj, Silvana Galderisi, Andrea Fiorillo e Armida Mucci (tutti dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, di Napoli), il volume è destinato a diventare un testo di riferimento per psichiatri, psicologi, neuropsichiatri e operatori della salute mentale, accanto agli altri sistemi diagnostici internazionali.

Un cambio di paradigma nella diagnosi dei disturbi mentali

L’Icd-11 segna un’evoluzione profonda rispetto alla precedente edizione, introducendo criteri diagnostici aggiornati e descrizioni cliniche basate sui più recenti avanzamenti della psichiatria, della psicologia clinica e delle neuroscienze.

La nuova versione punta su una maggiore chiarezza diagnostica, sull’integrazione tra dimensione clinica e funzionamento personale e su una più marcata sensibilità interculturale: in linea con la vocazione globale dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: la diagnosi non è più vista come un’etichetta, ma come il risultato di un processo clinico che valorizza l’esperienza del paziente e il giudizio professionale.

Le principali innovazioni e gli ambiti di applicazione

Tra le novità più rilevanti, l’Icd-11 introduce un modello diagnostico dimensionale, che consente una valutazione più flessibile e personalizzata del disturbo. I criteri dell’Organizzazione mondiale della sanità diventano così uno standard internazionale per la pratica clinica e la ricerca, utili nei diversi contesti sanitari e culturali.

Il manuale si propone inoltre come strumento essenziale per la formazione universitaria, l’aggiornamento professionale e la programmazione dei servizi di salute mentale, offrendo una base metodologica condivisa anche per gli studi epidemiologici, transculturali e forensi.

Un riferimento in un momento cruciale per l’Italia

La pubblicazione italiana dell’Icd-11 arriva in un momento particolarmente significativo per il nostro Paese, che è in attesa di vedere licenziato il nuovo Piano nazionale per la salute mentale. Un contesto in cui la disponibilità di criteri diagnostici aggiornati e scientificamente fondati può contribuire a ridefinire le priorità del sistema, garantendo maggiore appropriatezza, equità e qualità delle cure.

L’Icd-11 punta a rendere più omogenei i sistemi di reporting e sorveglianza sanitaria: migliorando la comparabilità dei dati a livello internazionale e favorendo una maggiore coerenza nelle politiche di salute pubblica.

In questa prospettiva, il volume si propone non solo come un manuale tecnico, ma come un pilastro per l’innovazione dei servizi di salute mentale: capace di orientare le decisioni cliniche, formative e organizzative nei prossimi anni.

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