Il board dell’Ema dà l’ok per Amsterdam, ma anche la Svezia si lamenta

Ok per Amsterdam anche dal board dell’Agenzia europea dei medicinali. Nella riunione dei capi delle Agenzia del farmaco a Lisbona in programma dal 28 febbraio al 2 marzo, l’agenzia del direttore generale Guido Rasi dà il suo avvallo. Ma si allarga la fronda degli scontenti. Anche la Svezia, in una lettera indirizzata alle istituzioni europee a ottobre lamenta l’irregolarità dell’assegnazione.
Amsterdam va bene
Già la commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare dell’Europarlamento aveva avuto impressioni positive dalla visita ad Amsterdam il 22 febbraio. Ora anche l’Ema ha dato il suo assenso definitivo. L’ente ha approvato il passaggio del documento all’autorità di Bilancio dell’Ue, il cui via libera è fondamentale per il trasloco. Entro un mese il parere finale. Fondamentale, quest’ultimo, per consentire all’Ema di sottoscrivere contratti per le nuove sedi. Contrarie alla decisione solo Italia e Romania.
Le proteste svedesi
Il Corriere della Sera rivela che anche la Svezia, a ottobre 2017, ha lamentato delle anomalie nei processi decisionali dell’Ema. Questo prima dell’assegnazione definitiva il 20 novembre. In sostanza il governo di Stoccolma non ha accettato che la Commissione abbia considerato la sua candidatura non particolarmente idonea a causa delle dimensioni ridotte degli edifici proposti. A firmare la lettera del 12 ottobre sono state il ministro della Salute svedese Annika Strandhall e Ann Linde, ministro degli Affari Ue.
Dando uno sguardo al documento rilasciato dalla Commissione europea a fine settembre 2017 si nota come il dossier scandinavo non sia particolarmente approfondito in alcuni aspetti della candidatura.
La sede in Olanda entro metà novembre 2019
Intanto Amsterdam conferma che il Vivaldi building sarà terminato entro il 15 novembre 2019. La commissione Affari costituzionali ha dato il suo no alla modifica del regolamento dell’Ente che prevede il nome della nuova sede. Il 12 marzo la palla passerà alla Commissione ambiente che poi lascerà il testimone all’assemblea plenaria del 14 o 15 marzo. Probabile, però, che il voto slitti a data da destinarsi.


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