Veneto, il Consiglio di Stato bacchetta la Regione: non può “sconsigliare” alcuni farmaci

Pubblicato il: 2 Ottobre 2017|

Le Regioni non possono “sconsigliare” la prescrizione dei farmaci inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Se lo fanno, limitano la libertà del medico e generano disparità di trattamento tra pazienti residenti in diverse parti del Paese. È quanto emerge da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le raccomandazioni della Regione Veneto con le quali è stato “sconsigliato” ai medici operanti nelle strutture ospedaliere pubbliche l’utilizzo di alcuni farmaci oncologici, regolarmente autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco per la cura della carcinoma ovarico e di quello mammario. Contro l’iniziativa della Regione aveva fatto ricorso l’azienda Roche, ritenendo illegittime alcune raccomandazioni sui farmaci Avastin e Perjeta.

I giudici – spiega una nota del Consiglio di Stato – ribadiscono il principio secondo cui le Regioni non possono limitare i livelli essenziali di assistenza, nemmeno “raccomandando” ai medici l’utilizzo di alcuni farmaci rispetto ad altri, valutati come meno convenienti nel rapporto costi/benefici. “Questo – prosegue la nota – ha lo scopo di evitare ingiustificate disparità di trattamento terapeutico tra i pazienti residenti nelle diverse Regioni, ma anche per non influenzare, con differenti scelte di politica farmaceutica ispirate al mero contenimento della spesa sanitaria in ogni Regione, le scelte del medico nella prescrizione di un farmaco già valutato idoneo alla cura di malattie gravi come il cancro, sul piano dell’appropriatezza terapeutica, da parte dell’Aifa”. La sentenza, in sintonia con l’orientamento espresso dalla Corte costituzionale, ricorda che compete solo all’Aifa la valutazione circa l’appropriatezza terapeutica dei farmaci.

IL TESTO

L’assessore Coletto: “Veneto non impedisce prescrizioni, la scelta spetta ai clinici”

 

Tag: Consiglio di Stato / farmaci oncologici / Regione Veneto / roche /

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