Disponibili in Italia due nuove terapie contro l’Hiv

Pubblicato il: 18 Dicembre 2019|

Un aiuto in più non fa male e da oggi in Italia, sono disponibili due nuove terapie contro l’Hiv:  doravirina e doravirina in combinazione a dose fissa con lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato.   Molecole che hanno l’ambizione di “migliorare la qualità di vita delle persone  Hiv-positive, massimizzare aderenza e persistenza al trattamento”, come ha comunicato Msd Italia, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della determina dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). “L’arrivo di una nuova arma terapeutica è una buona notizia sia per le persone Hiv positive che per la collettività” afferma Andrea Antinori,  direttore Unità operativa complessa Immunodeficienze virali Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. “Perché è vero che per l’Hiv abbiamo a  disposizione numerosi farmaci provenienti da diverse classi  antiretrovirali, ma molte volte a causa di  diverse limitazioni (interazioni con altri farmaci, resistenze,  problemi metabolici eccetera), l’armamentario terapeutico non è così  ampio”.

Meno resistenza e più sicura

La doravirina è l’ultima molecola di una classe di di farmaci antivirali ben noti alla comunità scientifica, quella degli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (Nnrti), “che ha avuto e ha tutt’oggi una rilevanza importante tre le terapie contro l’Hiv” precisa Antinori. La differenza è che l’ultima arrivata ha dimostrato di  sviluppare resistenze molto più lentamente e raramente, perché  ha un’alta barriera genetica che finora è stata più tipica di altre classi. Inoltre ha un alto profilo di sicurezza dal punto di vista  metabolico e impatta poco sul profilo lipidico, il che può essere un bene visto il rischio cardiovascolare aumentato per i  pazienti sieropositivi.

Un bene per la collettività

“L’arrivo di nuove terapie contro l’Hiv è importante anche per la collettività – continua Antinori – perché garantisce una soppressione virologica stabile per ridurre la circolazione del virus. Oggi possiamo dire che la circolazione del virus Hiv non è alimentata dai soggetti sieropositivi in trattamento con viremia soppressa, ma  esclusivamente dalle persone che hanno un’infezione da Hiv e non sanno di averla”.

Singolo o in associazione

Doravirina è disponibile come singolo farmaco in associazione con altri medicinali antiretrovirali, per il trattamento di adulti con infezione da Hiv-1  senza evidenza di resistenza, pregressa o attuale, alla classe degli  Nnrti (inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa); come  regime di combinazione a dose fissa di tre farmaci (doravirina con  lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato) per il trattamento di  adulti con infezione da Hiv-1 senza evidenza di resistenza, pregressa  o attuale, alla classe degli Nnrti, lamivudina o tenofovir disoproxil  fumarato.

Gli studi clinici

L’approvazione da parte dell’Aifa di doravirina e della combinazione a dose fissa doravirina, lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato è  basata sui risultati degli studi di fase III Drive-Ahead,  Drive-Forward e Drive-Shift, che hanno valutato il profilo di  efficacia e sicurezza dei due farmaci. Queste nuove terapie sono state anche recentemente inserite nelle Linee guida 2019 dell’Eacs (European Aids Clinical Society) come regimi raccomandati in prima linea e con  un buon profilo di tollerabilità e poche interazioni farmacologiche.

La nuova classe Nrtti

“In aggiunta a una potente efficacia − dichiara  Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia − il buon  profilo lipidico e neuropsichiatrico ne migliora la tollerabilità e questo è molto importante per chi assume farmaci a  lungo termine, a vantaggio di una vita di qualità. Un ottimo risultato che non significa che ci fermeremo, anzi: abbiamo in sviluppo la  molecola islatravir, una nuova classe Nrtti (inibitore nucleosidico  della traslocazione della trascrittasi inversa) per la prevenzione e  il trattamento dell’Hiv, che si aggiungerà alla nostra  pipeline”.

Tag: Aids / Hiv / virus /

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