Malattie interstiziali polmonari, via libera in Italia alla nuova indicazione di nintedanib

Pubblicato il: 18 Marzo 2022|

C’è una nuova soluzione terapeutica per i pazienti italiani con malattie interstiziali polmonari. Nintedanib ha ottenuto la rimborsabilità, in fascia H, per il trattamento delle patologie interstiziali polmonari fibrosanti croniche con fenotipo progressivo. L’approvazione della nuova indicazione giunge dopo sei anni dal lancio in Italia per il trattamento della Fibrosi polmonare idiopatica (Ipf) ed è basata sulle evidenze riscontrate nello studio di Fase III Inbuild, primo studio clinico a valutare pazienti in un’ampia gamma di tali malattie con andamento progressivo.

Le patologie

Le malattie interstiziali polmonari comprendono un ampio gruppo di oltre duecento patologie, che comportano il rischio di fibrosi polmonare, ossia la formazione irreversibile di tessuto cicatriziale a livello polmonare, che compromette la funzionalità dei polmoni stessi. I soggetti con malattie interstiziali polmonari fibrosanti possono sviluppare un fenotipo progressivo, che comporta il declino della funzionalità respiratoria, il deterioramento della qualità di vita e una mortalità precoce, analogamente a quanto si osserva nella fibrosi polmonare idiopatica, la forma più frequente di polmonite interstiziale idiopatica. I sintomi e il decorso delle malattie interstiziali polmonari fibrosanti progressive sono simili, indipendentemente dalla patologia interstiziale polmonare (Ild) sottostante, e si stima che ben il 18-32% dei pazienti con Ild, diversa dalla fibrosi polmonare idiopatica, sia a rischio di andamento fibrosante progressivo.

Lo studio

L’autorizzazione e la rimborsabilità di nintedanib per il trattamento di malattie interstiziali polmonari fibrosanti croniche con fenotipo progressivo (PF-ILD) si basa sui risultati ottenuti in Inbuild, studio clinico di Fase III randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, con controllo a placebo, che ha valutato efficacia e sicurezza di nintedanib in pazienti con Ild cronica fibrosante a fenotipo progressivo. L’endpoint primario dello studio era il tasso annuo di declino della capacità vitale forzata (Fvc) in mL, valutato su un periodo di 52 settimane.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario dimostrando che nintedanib rallenta la progressione di malattia nei pazienti con Pf-Ild, con una riduzione del 57% del declino annuo della funzionalità polmonare. Il tasso annuo di declino della Fvc (mL/anno) a 52 settimane è risultato significativamente inferiore nei pazienti trattati con nintedanib rispetto ai pazienti trattati con placebo (-80.82 vs -187.78 mL/anno), con una differenza fra i due gruppi di 106.96 mL/anno (95% CI: 65,4 -148,5]; p<0,001).

L’effetto terapeutico di nintedanib nel rallentare il declino di Fvc rispetto a placebo osservato nello studio clinico è stato omogeneo per tutti i pazienti, indipendentemente dal pattern di fibrosi alla Tac toracica ad alta risoluzione (Hrct), e in linea con i risultati ottenuti da nintedanib in studi su pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, e quelli in soggetti con malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica.

Cosa è emerso

Nello studio Inbuild, nintedanib è stato associato a riduzioni numeriche del rischio di riacutizzazione acuta o morte rispetto a placebo. Il beneficio terapeutico può essere accompagnato anche a una riduzione del peggioramento degli esiti riferiti dai pazienti come dispnea e tosse. Inoltre, il profilo di sicurezza osservato in Inbuild è stato in linea con quanto riscontrato in pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, e in soggetti con malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica trattati in precedenza con nintedanib.

“L’approvazione di nintedanib nella nuova indicazione per il trattamento delle malattie interstiziali polmonari fibrosanti croniche con fenotipo progressivo, apre una nuova speranza per i pazienti e le loro famiglie che, a oggi, non potevano contare su valide opzioni terapeutiche– dichiara Morena Sangiovanni, Presidente del gruppo Boehringer Ingelheim Italia. “Le malattie interstiziali polmonari comprendono un vasto numero di patologie rare, che a volte si presentano come comorbidità o complicanza di patologie esistenti. Avere a disposizione una opportunità di trattamento, sicura, efficace e ben tollerata, è fondamentale nell’ottica di offre ai pazienti un vantaggio in termini di tempo sottratto alla malattia e di buona qualità della vita guadagnata. Questo è per noi il vero traguardo che ci spinge a continuare ad impegnarci nella ricerca sulle patologie rare”.

Sintomi e decorso

I sintomi e il decorso delle malattie interstiziali polmonari fibrosanti croniche con fenotipo progressivo sono simili indipendentemente dalla patologia sottostante. Si ha perdita accelerata di funzionalità polmonare, deterioramento della qualità di vita, associati a prognosi sfavorevole.

La fibrosi polmonare progressiva comporta una perdita irreversibile di funzionalità dei polmoni, ed è associata ad elevata morbilità e mortalità. Mediamente il 18-32% dei pazienti con malattia interstiziale polmonare può sviluppare fibrosi polmonare progressiva. Le malattie interstiziali polmonari fibrosanti progressive comprendono un’ampia gamma di patologie, tra cui polmonite da ipersensibilità, sarcoidosi, malattie interstiziali polmonari fibrosanti associate a malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e la sclerosi sistemica, o associate a malattia mista del tessuto connettivo, polmonite interstiziale idiopatica aspecifica e polmoniti interstiziali idiopatiche non classificate.

I pazienti con forme progressive di malattie interstiziali polmonari fibrosanti croniche rappresentano una popolazione di pazienti per i quali non esistono opzioni terapeutiche approvate, capaci di influenzare efficacemente il decorso della loro patologia. La terapia di queste malattie interstiziali polmonari rappresenta, pertanto, oggi una sfida da vincere, che richiede un approccio interdisciplinare che coinvolga, soprattutto, pneumologi e reumatologi.

Come agisce il farmaco

Nintedanib è un inibitore della tirosin-chinasi, che interagisce con i recettori chiave coinvolti nella regolazione dei processi patogenetici cruciali della fibrosi polmonare. È già approvato in più di 80 Paesi per il trattamento di pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica (Ipf) – una patologia cronica con esiti letali, caratterizzata dal declino della funzionalità polmonare. Si stima che oltre 80 mila persone affette da Ipf siano state trattate con nintedanib e nelle Linee Guida internazionali, se ne raccomanda l’uso in pazienti Ipf.

Nel 2019, l’Fda ha concesso la designazione di “terapia fortemente innovativa” (Breakthrough therapy designation) a nintedanib, che ha ricevuto la conseguente approvazione per il trattamento delle patologie polmonari interstiziali croniche fibrosanti con fenotipo progressivo nel marzo 2020. Nel maggio 2020, nintedanib è stato approvato da Ema come la prima e unica terapia in grado di rallentare il tasso di declino della funzionalità polmonare in pazienti affetti da malattia interstiziale polmonare, associata a sclerosi sistemica

Tag: approvazione dei farmaci / Boehringer Ingelheim /

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