Personalizzazione della terapia (o deblistering) in farmacia: arrivano le Linee di indirizzo nazionali

Sono arrivate finalmente le Linee di indirizzo nazionali per regolare il servizio di personalizzazione delle terapie nelle farmacie territoriali. Il documento – approvato dal decreto firmato dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato l’11 settembre – definisce standard minimi omogenei e un quadro di riferimento unitario per la sua implementazione, nel rispetto delle competenze regionali e dei modelli organizzativi locali.
“Con questo provvedimento rafforziamo un modello di presa in carico più vicino ai bisogni quotidiani delle persone, soprattutto degli anziani che spesso assumono più farmaci al giorno e dei loro caregiver, frequentemente lasciati soli nella gestione delle terapie”, ha dichiarato il sottosegretario. “Garantire appropriatezza e continuità terapeutica significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre i rischi legati a interazioni o errori nell’assunzione dei farmaci”.
La carenza di una norma nazionale
Che una norma nazionale sarebbe arrivata presto era convinta anche Paola Minghetti, professoressa ordinaria di Tecnologia e Legislazione dei medicinali e dei prodotti per la salute e direttrice del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano, nonché presidente della Società italiana farmacisti preparatori (Sifap) intervistata di recente da AboutPharma proprio sul tema del deblistering.
Come ripercorso dal nostro giornale, il servizio trova un primo riferimento nella legge 160/2019, che ha previsto la possibilità di usufruire in farmacia, in collaborazione con i medici e nel rispetto delle prescrizioni, di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci. In seguito, era stata presa come riferimento la delibera adottata nel 2022 dalla Regione Lombardia, che aveva stabilito alcuni paletti e indicato come procedere. Documento poi preso come riferimento anche dal Consiglio di Stato con il parere n. 992 del 2 settembre 2025.
Una vicenda che aveva stimolato anche l’intervento del ministero della Salute che a sua volta, come ricorda Minghetti, aveva istituito un tavolo di lavoro sul deblistering. Per questo secondo l’esperta non indicazioni ministeriali di carattere generale non avrebbero tardato ad arrivare.
Che cos’è la personalizzazione della terapia
Ora le linee di indirizzo appena introdotte serviranno a disciplinare il servizio di personalizzazione della terapia, attività professionale resa dal farmacista su richiesta del paziente, in collaborazione con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta, e che consiste nella predisposizione di confezionamenti personalizzati di farmaci già acquisiti dal paziente, finalizzata a facilitare la corretta assunzione della terapia. Tali attività sono effettuate dal farmacista nel rispetto delle norme di buona preparazione previste dalla Farmacopea ufficiale, assicurando adeguate condizioni di igiene, sicurezza e corretta conservazione.
Le attività di allestimento e riconfezionamento, ove previste nell’ambito del servizio, sono eseguite secondo procedure tracciabili e controllate, garantendo l’integrità del prodotto e la riconducibilità al lotto originario. Le operazioni sono inoltre accompagnate da sistemi di tracciabilità che garantiscono l’identificazione del farmaco, del lotto e della scadenza, nonché la piena informazione al paziente, a tutela della qualità e dell’efficacia del trattamento.
Un quadro nazionale per il servizio in farmacia
Un elemento centrale delle Linee di indirizzo è il rafforzamento della collaborazione tra professionisti sanitari, in particolare tra medico e farmacista, per una verifica sistematica dell’aderenza terapeutica e della correttezza delle prescrizioni.
“L’obiettivo delle Linee di indirizzo – conclude Gemmato – è assicurare un’implementazione omogenea del servizio sul territorio nazionale, riducendo le disuguaglianze nell’accesso e migliorando l’efficacia complessiva del sistema sanitario, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle Regioni”.
Il decreto definisce quindi un riferimento nazionale per l’organizzazione del servizio nelle farmacie territoriali, superando la frammentazione dei modelli finora adottati a livello regionale. L’obiettivo è facilitare la gestione delle terapie, soprattutto nei pazienti che assumono più medicinali contemporaneamente, attraverso confezionamenti personalizzati e procedure standardizzate di allestimento, tracciabilità e conservazione.
La misura si colloca inoltre nel processo di sviluppo della farmacia dei servizi, attribuendo al farmacista un ruolo più strutturato nel supporto all’aderenza terapeutica e nella gestione della complessità farmacologica, in raccordo con gli altri professionisti sanitari.


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