Scaccabarozzi: “In caso di Brexit chiediamo l’Ema in Italia”

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Pubblicato il: 2 Marzo 2016|

Spostare l’European medicines agency in Italia. È questa la richiesta del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, in caso di Brexit. “Noi vogliamo il bene dell’Europa e speriamo che a giugno questa possibilità non si verifichi. Ma se davvero dovesse accadere, chiedo già da adesso a tutte le Istituzioni nazionali ed Europee, che l’Ema venga trasferita in Italia”.
Secondo Scaccabarozzi infatti, il nostro Paese ha tutte le carte in regola per accogliere l’ente regolatorio farmaceutico europeo. Come dimostrano i fatti: è al secondo posto per produzione in Ue (30 miliardi nel 2015) e l’export delle nostre aziende è superiore al 70 per cento. Inoltre l’occupazione cresce, con circa 6mila nuove assunzioni da parte delle imprese nell’ultimo anno, di cui quasi la metà under 30. Senza dimenticare che il farmaceutico in Italia è il fiore all’occhiello dell’industria 4.0.
“Passi in avanti decisivi sono stati fatti anche nella ricerca – continua il presidente di Farmindustria – gli investimenti sono in forte crescita, con un aumento della quota degli studi clinici italiani a livello europeo e con successi internazionali nelle terapie avanzate e nelle malattie rare. Risultati ottenuti grazie anche ai nostri vantaggi competitivi: risorse umane altamente qualificate, centri di ricerca pubblici all’avanguardia, presenza di un Servizio Sanitario Nazionale tra i più importanti al Mondo, indotto e filiera hi tech. E soprattutto alla stabilità normativa garantita dal Governo che ha fatto ripartire gli investimenti. Un ecosistema di eccellenza per merito di Imprese e Istituzioni, tra le quali l’Aifa, riconosciuta ormai a livello internazionale come una best practice per l’innovatività dei modelli di accesso ai farmaci. Argomenti che mi permettono oggi di chiedere con forza che l’Ema, in caso di Brexit, trovi casa in Italia.”

Tag: Aifa / Brexit / Ema / farmindustria / massimo scaccabarozzi /

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