Tumori polmone e tiroide, disponibile in Italia l’inibitore per quelli con alterazione del gene Ret

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Pubblicato il: 7 Settembre 2022|

L’armamentario contro il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) avanzato, il tumore della tiroide avanzato o metastatico e il carcinoma midollare della tiroide (Mtc), positivi all’alterazione del gene Ret (Rearranged during transfection) si arricchisce anche in Italia, di un farmaco in più: selpercatinib come monoterapia di seconda linea. Dopo l’approvazione della Fda statunitense e dell’Ema, infatti, lo scorso mese è arrivata anche quella dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Come funziona selpercatinib

Selpercatinib è un inibitore selettivo e potente che blocca l’attività proliferativa, dovuta all’alterazione del gene Ret e determina un arresto della crescita tumorale con moderati effetti collaterali. Si stima che l’alterazione di Ret abbia un’incidenza di circa il 2% nel tumore polmonare, di circa il 10% nei tumori tiroidei e di circa il 50% in quelli midollari della tiroide.  Le mutazioni genetiche nei tumori stanno cambiando l’approccio terapeutico, spostando il focus dallo studio tissutale del tumore alla sua profilazione genomica.

Lo studio che ha portato all’approvazione

Lo studio di riferimento (LIBRETTO-001), che ha portato all’approvazione del farmaco è uno dei più ampi condotti su pazienti con tumori con alterazione del gene di Ret trattati con un inibitore specifico per tale alterazione e ha coinvolto 16 Paesi e 89 centri di ricerca. I risultati hanno evidenziato un tasso di risposta oggettivo del 61% nei pazienti con Nsclc pretrattato, del 79% nei pazienti pretrattati con tumore della tiroide e del 69% nei pazienti con Mtc pretrattato. Gli eventi avversi più comuni sono stati per lo più di basso grado: secchezza delle fauci, diarrea, ipertensione, aumento delle ALT/AST, edema periferico, costipazione, rash, cefalea e affaticamento. Lo studio continua ad arruolare pazienti con altri tumori Ret-alterati, in aggiunta a quelli con cancro del polmone, della tiroide e midollare.

Esempio di medicina di precisione

“Il carcinoma polmonare non a piccole cellule, nel tempo è diventato l’esempio perfetto dell’applicazione della medicina di precisione in ambito oncologico” spiega Silvia Novello, professore ordinario di oncologia medica presso l’Università degli Studi di Torino e presidente di Walce Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe / Donne contro il tumore del polmone in Europa). “Un terzo dei pazienti a cui viene diagnosticato questo tumore in fase metastatica è portatore di un cancro caratterizzato da una alterazione genetica e può essere trattato con un farmaco specifico e il 2% ha un’alterazione di Ret”.

Estendere l’indicazione

“L’evidenza che la patogenesi dei tumori positivi all’alterazione del gene Ret è dovuta ad una alterazione dell’oncogene Ret ha portato allo sviluppo di farmaci capaci di disattivare il gene” conclude osserva Rossella Elisei, Professore Associato di Endocrinologia e Dirigente Medico UO Endocrinologia e Medicina Clinica Sperimentale, AOU Pisana. “Nei pazienti trattati con selpercatinib la malattia non scompare, ma si cronicizza, permettendo loro di condurre la propria vita senza particolari limitazioni. Ci auguriamo che questo approccio terapeutico possa estendersi ad altre tipologie di tumore, di certo la strada che la ricerca sta intraprendendo è proprio questa”.

Tag: aou pisana / carcinoma midollare della tiroide (Mtc) / Lilly / mutazione gene ret / selpercatinib / tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) / tumore della tiroide avanzato o metastatico / università degli studi di torino / walce Onlus /

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