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Borsa italiana in flessione, peggiore in Europa: Ftse Mib -0,77% Borsa italiana in flessione, peggiore in Europa: Ftse Mib -0,77%. Mercati azionari europei poco sotto la parità. Wall Street in calo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, Nasdaq Composite -0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. A Milano il Ftse Mib ha terminato a -0,77%, il Ftse Italia All-Share a -0,72%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,30%, il Ftse Italia Star a -0,13%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata odierna segnaliamo che negli USA a settembre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono diminuiti di 33mila unita’. Il dato e’ inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 90mila impieghi. Rivista al rialzo la rilevazione di agosto a 169 mila impieghi dai 156 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,2%, inferiore alla rilevazione precedente e alle attese (fissate entrambe al +4,4%). Il Dipartimento dell’Economia e della Tecnologia tedesco ha reso noto che ad agosto gli ordinativi industriali sono cresciuti del 3,6% rispetto al mese precedente, battendo le stime degli analisti fissate su un incremento pari allo 0,7%. A luglio gli ordinativi erano diminuiti dello 0,4%. Nel mese di agosto in Francia la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 4,5 miliardi di euro, inferiore a quello rilevato in precedenza (6 mld di euro) e alle attese fissate su un deficit di 5,4 miliardi di euro. In Italia l’Istat rende noto che ad agosto 2017 le vendite al dettaglio diminuiscono, rispetto al mese precedente, dello 0,3% in valore e dello 0,4% in volume. Bancari in rosso: l’indice Ftse Italia Banche termina a -0,78%. Secondo indiscrezioni di MF la Banca d’Italia si augura che la BCE giunga a una posizione più equilibrata sugli npl al fine di tenere conto delle differenze che esistono tra i Paesi dell’eurozona. Le linee guida dell’Eurotower che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2018 prevedono un incremento al 100% delle coperture sui crediti deteriorati dopo 2 anni di vintage se i crediti sono non garantiti e dopo 7 anni di vintage se sono garantiti. Per vintage si intende il tempo trascorso da quando un credito viene classificato tra i deteriorati. A Milano perdono terreno Bper Banca (-3,56%), Banco BPM (-2,44%), UBI Banca (-3,37%). In controtendenza Mediobanca (+0,99%) grazie al report di un importante broker. Quarta seduta consecutiva al ribasso per Banca Mediolanum (-1,31%). Sul titolo incombe il rischio di uscita dall’indice Ftse Mib. L’a.d. di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi ha infatti affermato che Pirelli (-0,15%), rientrata in borsa due giorni fa, a dicembre verrà inserita nell’indice Ftse Mib. A farle spazio potrebbe essere, stando alle elaborazioni degli analisti di Mediobanca, proprio Banca Mediolanum. Nuova accelerazione ribassista per Credito Valtellinese (-5,38% a 3,20 euro) dopo il -10,62% della seduta precedente. Il titolo tocca i minimi da maggio ancora in scia alla decisione di Moody’s di peggiorare i rating sull’istituto: in particolare quello sui depositi a lungo termine da Ba1 a Ba2. L’agenzia ha anche posto i rating sotto osservazione per possibili ulteriori peggioramenti. Per Moody’s l’incremento di coperture e accantonamenti su crediti deteriorati ha ridotto la profittabilità della banca e la sua solidità patrimoniale: sarà difficile per il management rimediare a questa situazione nonostante il contesto macro in miglioramento e l’Action Plan 2017-2018. Utility in flessione: l’indice EURO STOXX Utilities cede lo 0,7% dopo il +1,4% circa di ieri. Oggi il settore è penalizzato dalla debolezza dell’obbligazionario eurozona. A Milano Italgas (-2,10%), A2A (-1,81%), Enel (-1,21%). Settore auto Italia in rosso e più debole dell’indice europeo: l’EURO STOXX Automobiles & Parts termina invariato. A Milano Ferrari (-1,40%), Brembo (-0,97%), FCA (-1,13%), Sogefi (-2,44%). Mediaset (-0,27%) in lieve calo. Fervono i lavori sui diritti internazionali della Serie A italiana per la stagione 2018-2021 da parte di Luigi De Siervo, ad di Infront consulente della Lega Serie A e dei rappresentanti di quest’ultima come il direttore generale Marco Brunelli e il subcommissario Paolo Nicoletti. Per quanto riguarda Mediaset, la conclusione di un’intesa sui diritti internazionali potrebbe accelerare i lavori per la gara sui diritti nazionali della Serie A rimasta al palo dopo il flop vistosi a giugno, quando proprio Mediaset aveva boicottato la stessa gara criticando duramente i termini del bando. Sale Leonardo (+0,64% a 15,62 euro) grazie a UBS che ha incrementato il target da 16,50 a 17,50 euro e confermato la raccomandazione buy. In forte progresso Cattolica Assicurazioni che reagisce con un balzo di oltre il 17% a 8,57 euro (e un massimo intraday a 9 euro, livello più elevato da settembre 2014) alla notizia della vendita dell’intera quota detenuta da BP Vicenza, pari al 9,047% del capitale, a 7,35 euro per azione (chiusura di ieri a 7,31), per un ricavo complessivo di poco inferiore ai 116 milioni di euro. Il nome dell’acquirente è decisamente altisonante: si tratta di una società interamente controllata da Berkshire Hathaway, il gruppo fondato dal guru degli investimenti Warren Buffett. La società con sede ad Omaha nel Nebraska ha presentato autonomamente l’offerta e i liquidatori l’hanno accettata. Buffett diventa quindi il principale azionista di Cattolica Assicurazioni: data la sua storia di successi nel settore degli investimenti la mossa ha catalizzato l’interesse di altri operatori nei confronti del titolo. Il boom di acquisti su Cattolica Assicurazioni ha offerto sostegno anche agli altri titoli del settore. In verde Unipol (+1,46%), Vittoria Assicurazioni (+2,86%). Secondo Accenture nel 2017 l’industria assicurativa in Italia subirà un calo del 2,8% della raccolta, in rallentamento rispetto al -8,8% del 2016. Bene i rami danni con un +1% atteso, mentre i rami vita dovrebbero accusare un -4%. Sul gruppo Unipol si segnalano le dichiarazioni del d.g. di UnipolSai (-0,05%), Matteo Laterza, secondo cui la put sulla quota di Popolare Vita, opzione che vede Banco BPM obbligato ad acquistare la partecipazione, vale circa 700 milioni di euro. La determinazione del valore dell’opzione sulla quota del 50% della joint venture nata nel 2007 tra Banco Popolare e FonSai sarà effettuato dall’advisor (BDO, secondo indiscrezioni) nominato da entrambe le parti. Gran denaro su TerniEnergia (+7,47% a 0,8920 euro) grazie a Banca IMI che ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 1,15 euro. Simone Ferradini – www.ftaonline.com