La Stampa
paolo isaia


Lezioni antincendio e per i defibrillatori: nel mirino erano finiti medici, dirigenti e infermieri


La Corte dei Conti «assolve» nove tra dirigenti, medici e infermieri dell’Asl per i presunti corsi «fantasma» su Blsd (l’uso del defibrillatore) e antincendio: seppure l’organizzazione lasciava a desiderare, le lezioni erano state regolarmente svolte e i compensi percepiti erano in linea con i parametri indicati dall’azienda: il procedimento è stato archiviato. Era stati gli stessi giudici contabili a ipotizzare un danno economico di circa 100 mila euro subito dall’Asl per i corsi organizzati nel 2008.

Mettendo nel mirino gli impiegati Walter Bestagno, Carlo Pesco e Vincenzo Rio, il tecnico del Ced Lionello Fagioli, un altro impiegato, Roberto Filippi, e quindi il dirigente dei corsi, il medico Stefano Ferlito (primario dell’Emergenza), l’ infermiere Salvatore Labrosciano e l’assistente sanitaria Carmelina Loconte. Oltre al responsabile delle relazioni esterne Gianluigi Piatti, chiamato in causa per un presunto mancato controllo. A difenderli, gli avvocati Alessandro Gallese, Massimo Donzella e Adriano Battistotti. In otto erano stati sospesi dall’Asl per vari periodi, da un massimo di 75 giorni a un minimo di 2.

La maggior parte aveva deciso di restituire il denaro percepito per avere organizzato i corsi, una scelta difensiva in attesa di chiarire la propria posizione: ora chiederanno che tali somme vengano loro ridate. Il procedimento della Corte dei Conti era scaturito da un’inchiesta avviata nel 2014 dalla Guardia di Finanza, coordinata dal pm Alessandro Bogliolo, per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. In fase di indagine preliminare, tuttavia, il reato associativo era caduto e l’accusa era diventata di truffa semplice.

Trattandosi di fatti del 2008, il gip Laura Russo aveva quindi rilevato che per tale reato sarebbe intervenuta la prescrizione, restituendo gli atti al pm. E l’inchiesta penale si era chiusa con un nulla di fatto. Ora, stessa sorte per l’indagine dei giudici contabili. «Anche se l’attività istruttoria ha confermato un certo disordine organizzativo e amministrativo, di discrasie su alcune date e di difetti formali dei documenti certificativi – si legge nel decreto di archiviazione – si è tuttavia appurato che i corsi risultano comunque regolarmente svolti e i compensi a docenti e referenti in linea con quanto deliberato dall’Asl». Quindi, la motivazione principale: «Nella gestione dei corsi antincendio e Blsd del 2008 non si ravvisa l’esistenza di un sistema di natura truffaldina in base al quale, mediante documentazione manomessa, irregolare e dunque falsa, veniva fatto figurare lo svolgimento di attività formative in realtà non prestate oppure «gonfiate», al fine di percepire indebitamente le indennità. Viene quindi a mancare il necessario presupposto, vale a dire l’occultamento doloso, su cui la Procura regionale della Corte dei Conti avrebbe potuto validamente formare un’eventuale azione di responsabilità amministrativa».

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