Corriere della Sera
Roberta Polese


Padova, morì di leucemia: cade l’accusa di omicidio


Padova Mano nella mano, uno al fianco dell’altra. Così i genitori hanno ascoltato il Gup che li scagionava dall’accusa di aver ucciso la figlia. Sono stati prosciolti dall’imputazione di omicidio colposo aggravato Lino e Rita Bottaro, papà e mamma di Eleonora, appena 18 anni e strappata alla vita il 28 agosto del 2016 da una leucemia che non ha voluto curare, persuasa dalle convinzioni dei genitori che per lei hanno voluto solo rimedi naturali.

Per il giudice padovano Mariella Fino i due vanno prosciolti «perché il fatto non costituisce reato». Alle parole del giudice Lino e Rita hanno pianto, e si sono abbracciati. Probabilmente sollevati da un peso, quello giudiziario, e tuttavia distrutti per l’assenza dei due figli, morti entrambi a pochi anni di distanza.

La storia di Eleonora inizia nel dicembre del 2015, quando comincia a sentirsi sempre stanca. Dopo gli esami le viene diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Il dottor Giuseppe Basso, che dirige il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Padova, le dice che l’unico modo per guarire è la chemioterapia. Per Eleonora ci sono ottime possibilità di sopravvivere. Ma i genitori non vogliono sottoporre la figlia a quelle cure così aggressive. Lino e Rita sono seguaci del medico tedesco Ryke Geerd Hamer: il tumore sarebbe solo un effetto di un grande trauma psicologico. Tre anni prima la famiglia aveva perso un altro figlio, si chiamava Luca ed era morto per un aneurisma. Secondo Lino e Rita l’origine del male di Eleonora sta tutto in quel trauma. La ragazza si diceva d’accordo con il padre e la madre e più volte aveva espresso con forza il proprio punto di vista: no alla chemio.

I medici di Padova chiedono l’intervento del tribunale dei minori, ai genitori viene tolta la patria potestà. Paolo Benciolini, medico legale e tutore della ragazza fa di tutto per convincerla a sottoporsi alle cure. Ma lei non vuole. E la volontà di un paziente quasi maggiorenne. Eleonora muore il 28 agosto 2016, aveva compiuto 18 anni due settimane prima. Subito dopo il procuratore aggiunto Valeria Sanzari apre un fascicolo.

Ieri vi è stato il proscioglimento. Le motivazioni si conosceranno fra tre mesi, ma è probabile che il Gup abbia ritenuto che le convinzioni, pur sbagliate dei genitori, non siano una colpa. «Questa storia è una sconfitta per tutti – afferma il medico Giuseppe Basso -: per la medicina che non ha potuto salvare una vita, per il tribunale dei minori che è arrivato tardi, e soprattutto per la famiglia Bottaro che ha perso una figlia. Lo ripeto, Eleonora aveva più chance di vivere che di morire, salviamo ogni giorno giovani pazienti che hanno la sua stessa malattia, sono bambini e ragazzi che lottano con tutte le loro forze. E ce la fanno. Poteva farcela anche Eleonora».

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La vicenda

Sono stati prosciolti dall’accusa
di omicidio colposo Lino Bottaro e Rita Benini, genitori di Eleonora, la 18enne di Bagnoli di Sopra (Padova) morta il 29 agosto 2016 per leucemia linfoblastica Erano accusati di aver convinto la figlia, allora minorenne, a rifiutare la chemioterapia, cercando cure alternative
in Svizzera

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Cure rifiutate

Eleonora Bottaro è morta poco dopo aver compiuto 18 anni. Rifiutò
la chemio: lei e

i genitori erano seguaci del medico Hamer