La Stampa

NICOLA PINNA SASSARI


il caso


L’infermiere trasferito a Roma: in molti hanno scambiato l’emergenza per una festa e scattato foto con i cellulari


Disorganizzazione e rischi si possono raccontare con i quattro fotogrammi di un video. Le prime stranezze si notano nelle immagini registrate martedì sera sul piazzale dell’ospedale di Sassari: l’infermiere contagiato dal virus dell’Ebola in Sierra Leone esce sì su una barella speciale, ma tutt’intorno si verifica esattamente ciò che i protocolli sanitari vietano. Per qualcuno sembra quasi una festa e c’è chi approfitta dell’occasione per scattare le foto col cellulare. Gli infermieri specializzati arrivati da Roma per prendere in consegna il volontario di Emergency indossano le tute adatte a evitare il contagio perché evidentemente il pericolo esiste. Ma gli altri non sembrano preoccupati. L’autista dell’ambulanza che deve trasportare il paziente fino all’aeroporto di Alghero (dove è già schierato un aereo attrezzato dell’Aeronautica) va da una parte all’altra con la mascherina sulla testa. E non è l’unico. Improvvisazione L’infermiere 37enne di Sassari è ricoverato da ieri nel centro specializzato Spallanzani. Il bollettino medico è confortante ma a Sassari ora scoppia la polemica. L’emergenza ha colto impreparato il sistema sanitario locale: le immagini registrate da una telecamera di Videolina lo dimostrano. Chiedere qualche spiegazione alla Asl è impossibile: la quarantena comunicativa è scattata all’istante. Il primario del reparto malattie infettive dice che non può rispondere. Parla, invece, l’assessore regionale alla Sanita, Luigi Arru: «La macchina operativa ha funzionato secondo i tempi e nei modi previsti dall’Unità di crisi. Non facciamoci prendere dalla psicosi, non ce n’è ragione». Gli intoppi Ma gli intoppi non sono mancati. Il primo si è presentato appena è stato deciso di trasferire allo Spallanzani l’infermiere di Emergency. In Sardegna non esiste una barella ermetica e quella utilizzata per il volo è stata fatta arrivare da Roma. La Regione aveva deciso di acquistarle, ma la gara d’appalto non è stata conclusa. E alla prima emergenza si è creato il pasticcio. Non l’unico, come raccontano due medici delle cliniche sassaresi: «Non abbiamo neanche un’ambulanza adatta e per questo i colleghi del 118 avevano adattato due dei loro mezzi, svuotandoli di tutti i presidi sanitari che potevano essere contaminati. Alla fine è stata utilizzata l’ambulanza di un’associazione con tutte le dotazioni di bordo, quindi senza rispettare le prescrizioni sul caso». Il protocollo sembrava rigido, ma martedì si è scoperto che tra le pagine manca un percorso obbligatorio per i mezzi di soccorso: «Sarebbe stato giusto tenere le persone lontane e invece abbiamo visto che in mezzo agli operatori sanitari c’era tanta gente che passava, ovviamente senza alcuna protezione». In città per il momento in tre sono in quarantena, ma la Asl tiene sotto controllo una ventina di persone. in quarantena Sono i pazienti entrati direttamente in contatto con l’infermiere malato ma l’Asl tiene sotto stretta osservazione una ventina di persone

Foto: L’ospedale La folla di curiosi davanti all’ospedale durante il trasferimento dell’infermiere contagiato da Ebola e portato a Roma

Foto: La polemica negli Usa A Dallas, dove nel 2014 si erano registrati due casi di Ebola, non era passato inosservato l’uomo senza tuta che aveva accompagnato alla scaletta dell’aereo, insieme allo staff medico , l’infermiera malata

Foto: VIDEOLINA