Il Sole 24 Ore – PLUS 24
Isabella Della Valle


il gestore della settimana



Crediamo nella capacità di recupero di aziende industriali come Buzzi Unicem e Finmeccanica


Dopo il caso Deutsche Bank, sono giustificati i timori sul sistema finanziario europeo? I prezzi dei titoli del settore non scontano uno scenario di piena tranquillità. Nonostante il recente rimbalzo, da inizio anno il settore bancario europeo perde circa il 18% rispetto ad un indice continentale che segna un -6% (dati al 24/10 mattina). Dobbiamo distinguere tra i singoli casi di difficoltà, legati a errori di governance di un singolo istituto e una debolezza sistemica del comparto che, in caso di problemi di un grande gruppo bancario, produrrebbe effetti negativi diffusi. I titoli più sani risultano penalizzati da questa situazione ed offrono chance di fare buoni investimenti nel medio periodo. Nel breve, le scommesse sui titoli più in difficoltà potrebbero risultare vincenti anche sui soli rumors. Quali sono oggi le aree geografiche dove ha più senso investire? Nelle ultime settimane le banche centrali sembrano aver fatto una sorta di outing appellandosi alle politiche fiscali dei governi per risollevare l’economia, in contraddizione ai pieni poteri delle banche centrali ed alla posizione subordinata della politica visti a partire dalla crisi greca del 2011. Dopo politiche rigorose, potremmo quindi assistere a politiche fiscali espansive e gli investitori potrebbero preferire l’eurozona grazie alle nuove aspettative di crescita economica. Guardando solo a questa, gli emergenti restano certamente più attraenti dei Paesi sviluppati. A livello di rendimenti azionari, abbiamo il rischio di eccesso di valutazione, di “inflazione da Qe” per le azioni di Usa e Giappone, rispetto a multipli di valutazione e dividend yield nettamente migliori per le azioni di molti Paesi emergenti. La preoccupa l’esito elettorale negli Usa? Non credo che il risultato possa sconvolgere l’andamento dell’economia Usa, che vede un recupero flebile (a meno della metà dei precedenti cicli di ripresa post recessione) e in calo progressivo già da qualche mese, o intaccare in modo sostanziale l’andamento dei mercati finanziari ormai molto dipendenti dai flussi di liquidità forniti a livello globale dalle banche centrali. Ci saranno effetti soprattutto a livello sociale perché le enormi divaricazioni di reddito e la progressiva estinzione della classe media dovranno essere in qualche modo affrontati nei prossimi anni dal nuovo presidente. A livello geopolitico le vere sfide da affrontare riguarderanno le difficoltà di mantenere un mondo unipolare o gestire il passaggio ad uno multipolare. In Paesi come la Cina l’economia cresce a ritmi di poco inferiori al 7% all’anno. Può essere un’opportunità di investimento? E se sì con quali incognite? Sappiamo che esistono molte criticità in Cina rispetto ad un’espansione del credito che provoca incrementi repentini e violenti dei prezzi delle abitazioni o dei finanziamenti che finiscono sul mercato azionario alimentando i timori di bolla. È possibile che nei prossimi mesi il tasso di crescita dell’economia cinese si riveli inferiore a quanto atteso, ma le prospettive sono ancora molto alte. Nel lungo periodo siamo positivi, nel breve riteniamo consigliabile essere più cauti. Che conseguenze hanno le tensioni geopolitiche sui mercati finanziari? La stabilità dello scenario politico e delle politiche monetarie sono la condizione essenziale per l’esperimento di rivitalizzazione dell’economia attraverso l’esclusiva azione monetaria messo in atto dalle banche centrali dal 2008. Si possono monitorare le tensioni geopolitiche attraverso il loro impatto sui cambi e sulle materie prime, quali il prezzo del petrolio e dell’oro ed il cambio del dollaro. Il petrolio perché coinvolto in modo più o meno diretto nei conflitti in giro per il mondo, il dollaro e l’oro come misuratori delle fasi acute di difficoltà del sistema valutario e finanziario globale. A proposito di materie prime, che ruolo hanno nella vostra strategia di investimento? Le materie prime rappresentano un ottimo elemento di diversificazione e di decorrelazione del portafoglio. Contribuiscono a stemperare le fasi convulse e volatili dei mercati azionari e obbligazionari e dovrebbero essere sempre presenti in un portafoglio ben diversificato con una quota intorno al 10-15%. Questi vantaggi di efficienza del portafoglio, una volta riservati solo ai grandi patrimoni, possono essere ottenuti attraverso fondi ed Etp anche dai piccoli investitori. Quanto potrà durare ancora la politica accomodante della Bce? E quali implicazioni avrà? Gli effetti del Qe sono nefasti sia per le banche che per i risparmiatori. Il margine di interesse, prima fonte di reddito per la “vera” banca, è stato azzerato, costringendo le banche ad investimenti finanziari. Con l’azzeramento degli interessi sui titoli di Stato, i risparmiatori hanno poi visto ridursi la propria capacità di reddito. A beneficiare dei vari Qe sono stati i grandi debitori, Stati e aziende che hanno avuto la possibilità di finanziarsi a tassi molto convenienti, spesso inadeguati al rischio emittente, e gli indici azionari dei Paesi finanziariamente più evoluti, poiché le aziende hanno riacquistato azioni proprie, spingendo al rialzo i corsi azionari. Quali sono le aziende che oggi reputa più interessanti? L’identikit di un investimento che abbia un rapporto rendimentorischio efficiente deve superare un’analisi di qualità dei suoi bilanci, delle capacità del management di affrontare mercati in rapida evoluzione, non essere soggetto a un rischio Paese o dipendere da un solo mercato. Crediamo nella manifattura di qualità e nelle possibilità di recupero per le migliori aziende del comparto industriale, sia nazionale con Finmeccanica e Buzzi Unicem, sia continentale con Saint Gobain e Basf. Infine puntiamo molto sull’eccellenza del settore lusso con Moncler, Luxottica, Lvmh e L’Oréal. Puntare su aziende di qualità è la migliore garanzia perché un portafoglio possa affrontare al meglio i trend di mercato. gabriele roghi invest banca Resp. Consulenza investimenti Dopo essersi laureato in Scienze economiche e bancarie presso l’Università di Siena nel 1998, Gabriele Roghi ha iniziato la sua carriera nella Sim Cabel come Portfolio Manager. Ha poi assunto incarichi di responsabilità crescente fino a divenire direttore investimenti di portafogli istituzionali, occupandosi del portafoglio di proprietà della Sim e delle gestioni patrimoniali mobiliari. Nel 2003 è entrato in Invest Banca come responsabile delle gestioni patrimoniali per coordinare investimenti retail e istituzionali. Oggi è responsabile della consulenza agli investimenti, gestendo le linee di investimento retail ed istituzionali proposte dalla banca e si occupa di sviluppo di nuovi prodotti. flash Realtà molto attenta all’innovazione Invest Banca focalizza l’attività nei servizi di risparmio gestito, nell’intermediazione, nel private banking e nel corporate finance per clientela istituzionale e privata. Si è affermata nell’outsourcing di servizi d’investimento, specialmente riguardo agli aspetti amministrativi, organizzativi e informatici. L’innovazione tecnologica è una componente fondamentale nell’attuazione del business model. Agli investitori privati offre un’ampia gamma di gestioni patrimoniali, tradizionali e non, sottoscrivibili online tramite il portale della banca (www.investbanca.it), tra cui le gestioni IB Navigator in collaborazione con iShares che utilizzano soltanto Etf. Moncler andamento e volumi Il titolo a Milano prezzo 16 15 14 13 12 27/10/2015 volumi in mgl 26/10/2016 6000 4500 3000 1500 Il titolo Moncler sta attraversando una fase tecnica interessante, che lo sta portando a ridosso di una resistenza chiave in area 16 euro. In particolare la configurazione è quella classica di un triangolo ascendente, caratterizzata da minimi in crescita e l’eventuale rottura confermata per alcuni giorni potrebbe aprire lo spazio per nuovi allunghi che hanno come obiettivo il massimo realizzato nel luglio dello scorso anno sopra i 18 euro. Affinché questo scenario si realizzi è cruciale che non vengano violati minimi significativi: in particolare la prima soglia da seguire con attenzione è quella dei 14 euro. Una violazion
e al ribasso non comprometterebbe la tendenza positiva di fondo, ma potrebbe allontanare in maniera importante l’obiettivo di nuovi allunghi. (A cura di Andrea Gennai) i comparable società Moncler Brunello Cucinelli Burberry(*) Coach(**) Kering Lvmh Prada(°) Salvatore Ferragamo Tod’s capitalizz. al 25/11/16 (mln €) eps 2016 p/e 2016 p/e 2017 3.870 0,76 20,5 18,3 1.223 0,52 34,3 30,0 6.452 0,76 19,4 18,1 9.993 2,15 16,6 14,9 23.791 9,68 20,9 18,0 84.742 7,87 21,3 19,2 71.135 0,97 28,8 25,7 3.756 1,08 20,6 19,2 1.757 2,49 21,2 19,1 p/sales 2016 3,9 2,7 2,3 2,2 1,9 2,3 2,6 2,6 1,7 consensus di mercato Buy Underweight Hold Overweight Overweight Overweight Hold Hold Underweight (*) Dati in £, chiusura esercizi al 31/3/17 e 2018 ; (**) Dati in $, chiusura al 30/6/17 e 2018; (°) dati in HK$, chiusura esercizi al 31/1/17 e 2018; (Eps) = utile per azione; (P/E) = rapporto prezzo su utile; (P/Sales) = rapporto prezzo su ricavi. fonte: elab. di Analisi Mercati Finanziari su dati FactSet Il gruppo Moncler, specializzato nella produzione di piumini di lusso, ha chiuso il primo semestre 2016 con risultati molto positivi soprattutto nelle Americhe e in Asia e resto del Mondo. Per il 2016 sono attese le aperture di tre importanti flagship store a Londra, New York e Seul. Non esistono gruppi del lusso quotati con un modello di business perfettamente comparabile a quello di Moncler, che attualmente presenta multipli P/e stimati per gli esercizi 2016 e 2017 inferiori a quelli delle principali griffe italiane quotate, a eccezione di Prada. Invece Moncler evidenzia il multiplo P/Sales stimato per il 2016 più alto di tutte le società incluse nel campione. Il consensus è favorevole per Moncler, Coach, Kering e Lvmh. Il confronto Andamento del titolo rispetto al mercato italiano e all’indice di settore. 16/12/2013=100 140 120 100 80 60 2014 moncler 2015 ftse italia all-share msci international world index textiles apparel & luxury goods 2016 26/10