La Repubblica


Le opinioni



Cardarelli sovraffollato nella mitica attesa dell’attivazione dell’Ospedale del mare


Gennaro Savoia primario in pensione di anestesia e rianimazione Aorn Cardarelli La forbice tra promesse elettorali del presidente De Luca e stato della sanità in regione Campania si sta allargando sempre di più. Tra episodi di malasanità, inaugurazioni seriali ed annunci continui di concorsi non ancora realizzati, la sanita campana rimane ancora agli ultimi gradini di erogazione dei “Lea” a livello nazionale .
Il prezzo da pagare per ottenere il riequilibrio dei conti è stato pagato in blocco del turnover, aumento dei ticket e delle ritenute sugli stipendi, aumenti delle liste di attesa. Si paga di più per avere di meno. La mancata riorganizzazione del sistema 118 con l’attivazione dei percorsi cardiologici, per l’ictus, per il trauma e per l’emergenza pediatrica è alla base di gran parte delle disfunzioni del sistema dell’emergenza. In un sistema di assistenza al trauma accettabile, il caso Loreto mare di un giovane traumatizzato stradale con fratture multiple e sospette lesioni interne non sarebbe avvenuto: i traumi complessi vanno centralizzati presso gli ospedali sede di trauma center di rilevanza regionale, come le aziende Cardarelli per l’area metropolitana di Napoli e le aziende di Caserta e Salerno come da piano ospedaliero regionale, unici ospedali al momento provvisti di tutte le competenze necessarie in unità di tempo, spazio e luogo. Il progressivo smantellamento delle attività e della logistica degli ospedali napoletani minori come Loreto mare, San Giovanni Bosco, San Paolo e Pellegrini ha temporaneamente ridotto la capacità di accoglienza e di risposta alle emergenze, nella mitica attesa del completamento dell’attivazione dell’Ospedale del mare, continuando a sovraccaricare l’azienda Cardarelli, che lavora costantemente in condizioni di sovraffollamento e non riesce ad azzerare l’assistenza in barella, pur in presenza di modelli di trasferimento secondario istituzionalizzati a livello regionale. I responsabili morali della malasanità in Campania sono i vertici istituzionali che ci governano e non certamente i singoli sanitari, che pagano in proprio penalmente e civilmente quando condannati per singoli episodi e che non sono responsabili della mala organizzazione. Occorre battersi per invertire la rotta e proporre a livello istituzionale tutti i correttivi necessari per salvare il servizio sanitario nazionale in Campania in manifesta agonia.