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PAOLA MARIANO


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La balbuzie ha una causa precisa: per la prima volta è stata collegata a un ridotto flusso di sangue nelle aree cerebrali del linguaggio, in particolare nell’«area di Broca». Situata nel lobo frontale, è importante per la «produzione» della lingua parlata, nonché per i rapporti con altri circuiti nervosi associati all’elaborazione delle parole udite. A rivelarlo è una ricerca sulla rivista« Human Brain Mapping» e condotta nell’Ospedale pe­ diatrico di Los Angeles. Coordinato da Bradley Peterson, lo studio ha coinvolto sia bambini sia adulti balbuzienti, il cui cervello è stato osservato con una particolare tecnica di risonanza magnetica atta proprio a misurare il flusso sanguigno (la cosiddetta «perfusione») nelle diverse regioni neurali. La quantità di sangue che irrora differenti circuiti nervosi è considerata una misura del loro livello di attivazione. Quindi, se arriva poco sangue alle aree cruciali per l’elaborazione del linguaggio, è possibile che queste stesse aree siano meno attive o mal funzionanti. Ecco perché gli specialisti hanno eseguito la risonanza su 26 pazienti balbuzienti e hanno confrontato i risultati dell’esame con le mappe di perfusione ottenute su 36 individui sani. I risultati sono stati sorprendenti, sostiene Peterson: i diversi livelli del flusso sanguigno nell’«area di Broca» e in altre regioni neurali connesse con il linguaggio parlato (collocate nel lobo temporale) risultano correlati al livello di gravità della balbuzie di ogni singolo paziente. Minore era il flusso sanguigno «filmato» con la risonanza e maggiore era la severità del problema di linguaggio. Ora ci si interroga sulle possibili conseguenze cliniche e terapeutiche di questa scoperta.