La Stampa
STEFANO MASSARELLI


tto SCIENZE &salute


Oltre a permettere la rigenerazione di organi e tessuti, le cellule staminali mesenchimali che popolano diverse aree del nostro corpo – come il midollo spinale e il tessuto adiposo – hanno un importante potere terapeutico contro le infiammazioni e i processi degenerativi. Tra le ultime frontiere della ricerca italiana c’è il tentativo di costruire delle « n a n o – f a b briche», rea l i z z a n d o t e r re n i d i coltura su scala nanometrica, in cui queste cellule proliferino, con l’obiettivo di utilizzarle per riparare i danni degenerativi o per produrre farmaci antinfiammatori «naturali». L’idea è di Manuela Raimondi, che con un team di colleghi fisici, biologi e bioingegneri del Politecnico di Milano ha ideato il progetto «Nichoid», che ha ottenuto un «grant» di 2 milioni di euro dall’Ue. Oggi uno dei limiti all’uso delle staminali è rappresentato dalla difficoltà di ottenerne un discreto numero in laboratorio, evitando che si differenzino e perdano le loro proprietà. L’unica via per impedire la trasformazione, al momento, è costituita dall’uso di specifici farmaci. «Ora potremmo risolvere il problema – spiega Raimondi -, costringendo le cellule nel substrato artificiale creato in laboratorio». Nell’organismo, infatti, le staminali sono confinate in mini-ambienti, le «nicchie», dove si uniscono per formare conglomerati tridimensionali. Utilizzando una tecnica di nanofabbricazione laser, il team ha ricreato questa condizione nelle piastre cellulari, modellando una serie di contenitori di resina in miniatura, i «nicchioidi», dello spessore di 30 micron, capaci di ospitare una decina di cellule. Queste si rip r o d u c o n o , formando un « m a g a z z i n o » di staminali da cui attingere per future terapie. «Tentiamo di produrre queste strutture nanometriche su grandi superfici, così da coltivare milioni di cellule», dice Raimondi. Le implicazioni terapeutiche pot rebbe ro esse re molteplici: diversi studi mettono in luce l’efficacia delle staminali mesenchimali nel riparare i difetti ossei, nel contrastare i disturbi infiammatori come artrosi o morbo di Crohn o nel riparare le lesioni cardiache e cerebrali. Senza dimenticare le possibilità contro Parkinson e Alzheimer. c

Manuela Raimondi Bioingegnere

RUOLO: È PROFESSORESSA DI BIOINGEGNERIA AL POLITECNICO DI MILANO