Tabacco, raggiunte le 50mila firme per la legge che aumenta il prezzo

Pubblicato il: 26 Maggio 2026|

La raccolta di firme per sostenere la proposta di legge d’iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina ha raggiunto il traguardo delle 50 mila firme. La proposta dovrà essere ora accolta e discussa dal Parlamento.

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo, dopo solo circa 4 mesi dal lancio dell’iniziativa”, affermano in una nota congiunta l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, promotori della campagna “5 euro contro il fumo”.    

In favore del Servizio sanitario nazionale

“Ora chiediamo al Parlamento di discutere e approvare quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo”.  Se venisse approvata, la proposta di legge introdurrebbe dal prossimo gennaio l’istituzione di un’accisa specifica di 5 euro “per unità di consumo standard su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina”.

L’aumento viene applicato indipendentemente dal prezzo di vendita al dettaglio e in aggiunta alle accise vigenti.  “Il gettito derivante dovrà essere destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale”, ricordano i promotori secondo cui la misura potrebbe portare a una “riduzione del 37% del consumo di tabacco” e a “un gettito annuo di circa 800 milioni di euro”.

Agire sul fattore economico

In Italia, fuma poco meno del 25% della popolazione adulta (18-69enni). Il fumo è responsabile del 90% dei casi di tumore del polmone e del 50% di quelli della vescica. Al cancro si aggiunge il carico di malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco associato al fumo. Tra i più giovani, fuma o “svapa” il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, percentuale che sale al 37,4% tra i 14 e i 17 anni. Questi dati “mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco”, aggiungono Aiom, Airc, Fondazione Veronesi e Fondazione Aiom.

“Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi. Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo”, concludono.

Il conto salato per i fumatori

Per oltre 10 milioni di fumatori italiani, la spesa del tabacco rappresenta uno dei costi fissi più onerosi. “Consumando un pacchetto di sigarette tradizionali al giorno, il costo annuale è di 2.080,00 euro l’anno. Se i pacchetti sono due al giorno e il fumatore è ‘forte’ deve mettere in conto più di 4.000 euro. Chi fuma tre pacchetti a settimana spende 890 euro l’anno; due pacchetti a settimana costano 590 euro. Ma è la proiezione nel tempo a rivelare la vera entità del problema: in soli 10 anni, un fumatore di un pacchetto al giorno arriva a spendere 20.000 euro — l’equivalente di uno stipendio medio annuale, che potrebbe essere destinato all’anticipo per un mutuo o pari ad un percorso universitario completo. La pressione sul bilancio domestico cresce ulteriormente se a fumare sono più membri della stessa famiglia: con due fumatori che consumano un pacchetto al giorno ciascuno, la spesa annua va da 4.000 a 8mila euro, una cifra davvero proibitiva”, ha spiegato Claudio Leonardi, presidente della Società italiana di patologie da dipendenza e membro del board scientifico del Medical observatory on harm reduction (Mohre). “Cifre analoghe per chi consuma prodotti a tabacco riscaldato (il dispositivo più un pacchetto al giorno pesano per 2077 euro l’anno), meno per chi usa la sigaretta elettronica con una cifra che oscilla tra 700 e 800 euro”.

Tag: Aiom / fondazione umberto veronesi / fumo / tabacco /

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