Aderenza terapeutica: il 43% degli italiani non sa cosa sia

Pubblicato il: 5 Novembre 2015|

Un mistero chiamato aderenza terapeutica. Il 43% degli italiani ha le idee confuse, scambiandola spesso con l’accettazione passiva dei consigli medici, la reattività del corpo alle cure, il consenso espresso allo specialista e un pugno di altre vaghe definizioni. Niente o poco a che vedere, dunque, con il seguire più o meno alla lettera (già quello fa la differenza) e per tutto il tempo che serve, le prescrizioni del medico. A proposito del medico: per una volta i pazienti assumono su di sé la responsabilità della mancata aderenza (lo pensa il 76%). Questi sono solo alcuni dei dati emersi da una ricerca  di Doxa Marketing Advice promossa da Teva Italia sulla base di 600 interviste online di soggetti tra i 18 e i 64 anni, corroborata da un ulteriore approfondimento sui professionisti della salute (16 colloqui con i medici di medicina generale, 16 colloqui con i farmacisti, di 24 colloqui con medici specialisti pneumo/allergologi; cardiologi; gastroenterologi; neurologi).
Altre risposte in ordine sparso. Nonostante “l’ignoranza” il 54% degli intervistati ritiene che la scrupolosità con cui si segue la terapia sia un fattore fondamentale per l’efficacia di quest’ultima., soprattutto nell’area cardiovascolare (molto meno in quella gastroenterologica). Fattori ostativi? Il 40% sceglie il costo delle cure e, non a caso, l’85% ritiene che il ricorso ai farmaci equivalenti potrebbe migliorare la compliance. Tutto il tema nasconde un enorme problema di consapevolezza da parte dei cittadini. Per Hubert Puech d’Alissac, Ad di Teva Italia,“Il paziente ha bisogno di capire perché ha bisogno dei trattamenti e per convincerlo non basta il medico o il farmacista, la cui autorità è discussa”. Sulla scarsa aderenza e addirittura sull’abbandono delle terapie Enrique Haüsermann, presidente di Assogenerici attribuisce qualche responsabilità al foglietto illustrativo. “Così com’è non va bene. I pazienti sono portati a enfatizzare controindicazioni ed effetti collaterali anche di pochissimo conto, rispetto ai benefici dati dai prodotti. Negli Usa il foglietto non c’è nemmeno…”. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, ricorda che non c’è aderenza se prima non c’è appropriatezza prescrittiva. “Le regole vanno rispettate ma certo fa molto la capacità del medico a prescrivere in modo appropriato parlando con il paziente”.

Tag: aderenza terapeutica / Doxa Marketing Advice / Enrique Hausermann / Farmaci equivalenti / foglietto illustrativo / Hubert Puech d’Alissac / Silvio Garattini / Teva Italia /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE