Agenas lancia una gara da 69 milioni per i dispositivi di telemedicina

La sanità digitale segna una nuova tappa nel percorso. L’Agenas ha indetto una procedura di gara aperta finalizzata alla stipula di accordi quadro per la fornitura di dispositivi medici destinati a tutte le Regioni e Province Autonome.
L’operazione si colloca nel solco tracciato dal ministero della Salute con il decreto del 19 febbraio 2025, che ha definito la ripartizione dei fondi residui legati alla Missione 6 del Pnrr per il potenziamento dei servizi di telemedicina attraverso il sub-investimento 1.2.3.2.
Colmare il gap tecnologico
L’investimento complessivo messo in campo supera i 69 milioni di euro e punta a colmare il gap tecnologico tra i diversi territori, fornendo strumenti essenziali per il monitoraggio remoto e la gestione della cronicità. La procedura, che si svolge sulla piattaforma telematica NET4 Market, prevede la fornitura di una gamma eterogenea di dotazioni che spaziano dai sistemi per la teleriabilitazione ai dispositivi software dedicati al monitoraggio dei parametri oncologici riportati dai pazienti.
La gara include inoltre strumenti per l’esame obiettivo in remoto, la spirometria portatile, l’elettrocardiografia e il monitoraggio delle lesioni cutanee, coprendo le principali esigenze della medicina territoriale.
I criteri di aggiudicazione
Nella struttura della gara emerge una precisa strategia di selezione basata sulla complessità dei beni richiesti e dettata dal nuovo Codice degli Appalti: per i lotti a più alto contenuto innovativo o che richiedono una forte integrazione software, come i sistemi per la teleriabilitazione, i dispositivi per la rilevazione del tremore e gli ecografi portatili, l’aggiudicazione seguirà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Al contrario, per le strumentazioni più consolidate dal punto di vista tecnologico, quali i monitor multiparametrici e gli elettrocardiografi a dodici derivazioni, Agenas ha optato per il criterio del minor prezzo, mirando a massimizzare l’efficienza nell’impiego delle risorse pubbliche.
Sanità di prossimità standardizzata
L’adozione di questi dispositivi consentirà alle aziende sanitarie di potenziare concretamente l’assistenza domiciliare, trasformando il domicilio del paziente nel primo luogo di cura.
La fornitura centralizzata dovrebbe portare a una standardizzazione dei servizi di telemedicina che garantisca a ogni cittadino, indipendentemente dalla propria collocazione geografica, l’accesso a standard tecnologici omogenei.


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