Antibiotico-resistenza, il monito dell’Oms: pochi farmaci in sviluppo

antibiotico-resistenza
Pubblicato il: 23 Giugno 2022|

In cinque anni sono stati approvati a livello globale solo 12 antibiotici, di cui 10 riferibili a classi già esistenti. Troppo pochi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha pubblicato un nuovo report sullo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche, oggi indispensabili per affrontare il dilagare dell’antibiotico-resistenza. I numeri si riferiscono all’arco temporale 2017-2021 (nel dettaglio, fino al primo novembre 2021).

Pipeline ristretta

A preoccupare l’Oms è anche l’attuale pipeline a livello globale. Nel 2021 c’erano solo 27 nuovi antibiotici in fase di sviluppo clinico contro i patogeni ritenuti prioritari (ad esempio Mycobacterium tuberculosis e Clostridioides difficile), rispetto ai 31 prodotti del 2017. Nella fase preclinica, il numero di prodotti è rimasto relativamente costante negli ultimi tre anni.

Più in generale il rapporto descrive che su 77 agenti antibatterici in fase di sviluppo clinico, 45 sono piccole molecole tradizionali ad azione diretta e 32 sono agenti non tradizionali. “Esempi di questi ultimi – spiega l’Oms in una nota ­- sono gli anticorpi monoclonali e i batteriofagi. Offrono nuove opportunità per affrontare le infezioni da batteri resistenti da diverse angolazioni poiché possono essere utilizzati in modo complementare e sinergico o come alternative alle terapie consolidate”. Ecco perché ne servono di più.

Dei 27 antibiotici nella pipeline clinica che affrontano i patogeni prioritari, solo 6 soddisfano almeno uno dei criteri dell’Oms per l’innovazione. La mancanza di innovazione mina rapidamente l’efficacia del numero limitato di nuovi antibiotici che raggiungono il mercato. In media, le resistenze vengono segnalate 2-3 anni dopo l’ingresso nel mercato.

Più rischi

“C’è un grande divario nella scoperta di trattamenti antibatterici, e ancor di più nella scoperta di trattamenti innovativi”, afferma Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell’Oms per l’Amr. “Questo rappresenta una seria sfida per superare la crescente pandemia di resistenza agli antimicrobici e lascia ognuno di noi sempre più vulnerabile alle infezioni batteriche, comprese le infezioni più semplici”.

Gli ostacoli

Gli ostacoli allo sviluppo di nuovi prodotti includono il lungo percorso verso l’approvazione, i costi elevati e le basse percentuali di successo. Attualmente sono necessari circa 10-15 anni per far progredire un candidato antibiotico dalla fase preclinica a quella clinica. Per gli antibiotici nelle classi esistenti, in media, solo uno su 15 farmaci in fase di sviluppo preclinico raggiungerà i pazienti. Per le nuove classi di antibiotici, solo un candidato su 30 avrà successo.

Fare presto

“Il tempo stringe, il ritmo e il successo dell’innovazione sono di gran lunga inferiori a quelli di cui abbiamo bisogno per garantire i guadagni della medicina moderna contro condizioni secolari ma devastanti come la sepsi neonatale”, sottolinea Haileyesus Getahun, direttore del Coordinamento globale Amr dell’Oms. Circa il 30% dei neonati con sepsi muore a causa di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici di prima linea.

Pochi investimenti

Covid-19 ha complicato le cose. La pandemia, ricorda l’Oms, ha anche “ostacolato i progressi, ritardato gli studi clinici e distolto l’attenzione degli investitori”, già poco numerosi. “Gran parte dell’innovazione negli antibiotici è guidata dalle piccole e medie imprese, che stanno lottando per trovare investitori per finanziare lo sviluppo clinico in fase avanzata fino all’approvazione normativa. Non è raro – spiega l’Oms – che le aziende sospendano lo sviluppo del prodotto per diversi anni, nella speranza di assicurarsi i finanziamenti per continuare lo sviluppo in una fase successiva o che il prodotto possa essere acquistato da un’altra società”. Molti falliscono.

Alleanze pubblico-privato

Dunque l’appello a Governo e Big Pharma: “Sono necessari investimenti urgenti e concertati in ricerca e sviluppo per accelerare ed espandere la pipeline per gli antibiotici, in particolare quelli che possono avere un impatto in contesti con risorse limitate, che sono maggiormente colpiti dall’Amr. I Paesi dovrebbero collaborare per trovare soluzioni e incentivi sostenibili per la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e per creare un ecosistema praticabile per gli antibiotici”. Magari in fretta.

Tag: antibiotico-resistenza / Oms /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
plasma

La via italiana al plasma, sognando l’autosufficienza

Il ddl Concorrenza introduce nuove regole per la produzione dei farmaci e ribadisce il principio della donazione gratuita alla base del nostro sistema trasfusionale. Ma la raccolta va potenziata per limitare la dipendenza dal mercato estero. Dal numero 199 del magazine

RUBRICHE
FORMAZIONE