Antibioticoresistenza in Italia: “Va affrontata con strategie integrative e governance efficace”

Antibioticoresistenza Italia strategie integrative governance efficace
Pubblicato il: 12 Aprile 2024|

Dieci milioni di morti entro il 2050 e un impatto economico che potrebbe superare il trilione di dollari all’anno dopo il 2030. Sono le previsioni dei danni che l’antibioticoresistenza potrebbe causare in futuro se non si interviene per tempo. Lo hanno ribadito gli esperti clinici, farmacoeconomici e responsabili regionali del settore farmaceutico riuniti a Roma in occasione dell’evento “Combattere l’antibioticoresistenza in Italia – aspetti clinici, farmacoeconomici e di governance”, con la direzione scientifica di Sda Bocconi School of Management, e organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Viatris.

L’evento ha messo in luce l’importanza della ricerca scientifica e dell’innovazione farmacologica nel contrastare efficacemente questa problematica, oltre all’analisi dei costi e dei benefici dei diversi approcci terapeutici. Ma la discussione ha riguardato anche modelli di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici, così come politiche sanitarie e farmaceutiche per incentivare l’innovazione, mantenendo al contempo l’accessibilità ai trattamenti. Un’opportunità unica per promuovere una risposta multidisciplinare alla resistenza agli antibiotici, garantendo la sostenibilità dei sistemi sanitari e la salute dei pazienti.

Impatto clinico dell’antibiotico resistenza in italia

È toccato a Novella Cesta, Dirigente Medico di Malattie Infettive presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP), illustrare l’attuale scenario epidemiologico italiano e l’impatto clinico dell’antibioticresistenza nel nostro Paese. “Alcuni dati si mostrano in calo rispetto agli anni precedenti, ma la percentuale di batteri non suscettibili a più classi di farmaci è sempre elevata e si sta registrando l’incremento di resistenza agli antibiotici glicopeptidi tra i ceppi di Enterococcus spp. In Aoup siamo focalizzati sul trattamento di queste infezioni e portiamo avanti una sistematica raccolta di dati sui batteri antibiotico-resistenti e delineiamo delle possibili strategie per contrastarne la diffusione in ospedale”.

Nuovi antibiotici e terapie innovative

Che fare quindi per arginare il fenomeno? Cesta ha delineato le strategie terapeutiche antibatteriche considerate, oggi, innovative: dalle nuove ed efficaci molecole antibiotiche approvate da Aifa e specifiche per il trattamento delle infezioni sostenute da batteri multiresistenti, ai trattamenti considerati “alternativi”. Spiega: “Per esempio, gli anticorpi monoclonali, per i quali è in avvio una sperimentazione pre-clinica in Toscana verso i ceppi di Klebsiella pneumoniae; oppure la fagoterapia, cioè l’utilizzo di batteriofagi (virus dei batteri) che attaccano e uccidono in modo selettivo il patogeno, superando anche i meccanismi di resistenza ai farmaci; stiamo già contribuendo attivamente allo sviluppo di questa importante strategia”.

Prevenzione e innovazione nel finanziamento

Non basta però trovare soluzioni terapeutiche nuove. Francesco Costa e Patrizio Armeni, Associate Professor of Practice di Government, Health and Not for Profit – Sda Bocconi, hanno sottolineato anche la necessità di apportare cambiamenti in diversi ambiti: “Un ambito culturale e manageriale, con comportamenti individuali e prescrittivi; un ambito economico e di programmazione, basato sul monitoraggio attento delle cause e delle conseguenze dell’antimicrobico resistenza e sulla valutazione dell’impatto delle possibili soluzioni; infine un ambito tecnologico, con l’innovazione in ambito farmaceutico nel campo degli antibiotici”.

Mentre Rosanna Tarricone, Associate Dean of Ghnp – Sda  Bocconi, ha ribadito l’urgenza di adottare un approccio integrato “che vada dalla prevenzione, educazione, formazione, al finanziamento innovativo di nuovi antibiotici per contrastare la pandemia dell’antibiotico-resistenza, il cui costo supera il 2% del Pil mondiale e dalla quale, diversamente, rischiamo di non uscirne”.

Governance e collaborazione istituzionale

Uno sforzo infine è richiesto anche alle “istituzioni nazionali, regionali, locali” come ha sottolineato Fortunato Paolo D’Ancona, Dirigente di Ricerca Istituto Superiore di Sanità. “Ma anche agli altri attori coinvolti per il raggiungimento dei molteplici obiettivi in chiave one-health, per la realizzazione del Piano di contrasto all’antibiotico-resistenza” ha concluso. “La chiave di volta però è una governance efficace a tutti i livelli”.

Tag: antibioticoresistenza / antimicrobicoresistenza /

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