Confindustria DM alle istituzioni: il payback è una tassa extra di 2 miliardi di euro per le aziende italiane

Pubblicato il: 21 Settembre 2022|

L’industria dei dispositivi medici ribadisce con chiarezza il suo no al payback con un appello alle istituzioni. “Il decreto Aiuti bis – scrive nella nota Confindustria Dispositivi medici – impone alle imprese produttrici una tassa di oltre due miliardi di euro. Si tratta di un peso insostenibile per le aziende della salute, figlio di una norma iniqua che piomba sul comparto nel momento peggiore”.

Payback e decreto Aiuti bis

Il sistema di tassazione del payback, pensato oltre otto anni fa e mai applicato, è stato infatti inserito del decreto legge Aiuti bis, che all’articolo 18 definisce le regole per l’applicazione di un sistema di compartecipazione delle imprese allo sforamento dei tetti regionali di spesa sanitaria e obbliga l’industria del settore a un esborso di oltre due miliardi.

Contribuzione di due miliardi

“Davanti alla necessità delle regioni di ripianare le spese dovute al Covid, col decreto Aiuti bis si decide di applicare una misura che colpisce pesantemente un comparto strategico per il Paese che ha la responsabilità di produrre salute – spiega il presidente di Confindustria Dm, Massimiliano Boggetti – e non può permettersi di interrompere il pubblico servizio privando le strutture sanitarie degli oltre 1,5 milioni di tecnologie essenziali per la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone. Il payback grava sulle aziende in un momento già drammatico per la nostra economia e contribuisce a creare un clima di insicurezza che impatta sull’innovazione e sugli investimenti. Le aziende che hanno negli anni partecipato a gare in cui sono stati definiti prezzi e quantità, dopo quasi 10 anni si vedono richiesta una contribuzione del 50% dello sforamento della spesa regionale, di cui non hanno responsabilità. Un colpo che mette a rischio la sopravvivenza delle imprese e le forniture del servizio sanitario”.

Il settore dei dispositivi medici, come il resto dell’industria della salute, è già messo a dura prova dalla pandemia, dalla guerra e dalla conseguente crisi energetica e delle materie prime e non può farsi carico di un ulteriore esborso per il payback. Si parla di oltre 4.500 imprese italiane che danno lavoro a 112.500 addetti e sono state in prima linea durante i mesi cruciali della lotta al coronavirus. Aggiungere ulteriori voci di spesa significherebbe rallentare la produzione e mettere a rischio le forniture per il settore sanitario.

Tag: Confindustria dispositivi medici / decreto aiuti bis / Massimiliano Boggetti / payback /

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