Corruzione: accordo Ue per proteggere i “whistleblower”

Pubblicato il: 15 Marzo 2019|

Prosegue il cammino verso una direttiva europea per tutelare i “whistleblower”, gli informatori che segnalano episodi di illegalità e corruzione. I rappresentanti degli Stati Membri nel Consiglio Ue hanno ratificato oggi l’accordo tra i negoziatori del Consiglio e il Parlamento europeo.  Fra gli obiettivi, creare canali sicuri per effettuare segnalazioni sia all’interno di un’organizzazione, privata o pubblica, che alle autorità pubbliche. E garantire un livello di protezione elevato per gli informatori contro le ritorsioni e obbligheranno le autorità nazionali a informare adeguatamente i cittadini e a impartire ai funzionari pubblici una formazione su come trattare le segnalazioni.

Il compromesso

Questi gli elementi principali dell’accordo, riassunti in una nota del Consiglio Ue:

  • Sistema di segnalazione: gli informatori saranno incoraggiati a usare prima di tutto i canali interni alla loro organizzazione per poi ricorrere a quelli esterni istituiti dalle autorità pubbliche. In società con oltre 50 dipendenti o comuni di più di 10 000 abitanti, in cui vi sarà l’obbligo di creare canali di segnalazione efficaci ed efficienti. In ogni caso, la protezione non sarà allentata qualora gli informatori decidano di rivolgersi direttamente a canali esterni.
  • Persone protette dalle nuove norme: le persone protette corrispondono a un gran numero di profili che potrebbero acquisire informazioni sulle violazioni in un contesto lavorativo, ad esempio i lavoratori, compresi i dipendenti pubblici a livello nazionale/locale, i volontari e i tirocinanti, i membri senza incarichi esecutivi, gli azionisti, e così via.
  • Ambito di applicazione: in linea con la posizione del Consiglio, il compromesso prevede un ambito esteso che comprende settori come gli appalti pubblici, i servizi finanziari, la prevenzione del riciclaggio, la salute pubblica, ecc.
  • Misure di sostegno e di protezione degli informatori: le due istituzioni hanno convenuto un elenco di quelle che possono essere considerate forme di ritorsione, compresi, come richiesto dal Consiglio, anche i tentativi o le minacce di ritorsione. Il testo concordato contiene importanti misure di protezione come l’esonero da ogni responsabilità connessa alla violazione del divieto di divulgare informazioni imposto per contratto o ex lege. La direttiva comprenderà anche un elenco di tutte le misure di sostegno che saranno adottate a favore degli informatori.
  • Obbligo di dare un riscontro per autorità e imprese: previsto l’obbligo di rispondere e dare seguito alle segnalazioni degli informatori entro 3 mesi (con la possibilità di portare il termine a 6 mesi per i canali esterni in casi debitamente giustificati).
  • Divulgazioni pubbliche: un articolo stabilisce le condizioni da soddisfare affinché una persona che divulga pubblicamente informazioni sia protetta dalle nuove norme.

L’iter

L’accordo dovrà ora essere confermato dal Paramento Ue. Dopo questo passaggio, il testo sarà messo a punto dai giuristi-linguisti, prima dell’adozione formale sia del Parlamento che del Consiglio. Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire le nuove norme nei sistemi giuridici nazionali. Uno studio del 2017 realizzato per conto della Commissione ha stimato, solo per gli appalti pubblici, una perdita di potenziali benefici dovuta alla mancanza di protezione degli informatori compresa tra i 5,8 e i 9,6 miliardi di euro all’anno in tutta l’Ue.

 

Tag: corruzione / Ue / whistleblowing /

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