Così il Pnrr cambierà il rapporto tra cittadini e servizi sanitari

Pubblicato il: 27 Settembre 2022|

La missione 6 del Pnrr è mirata al rinnovamento e potenziamento del Servizio sanitario nazionale, a valle di una pandemia che ha rivelato tutta la fragilità e obsolescenza del sistema pubblico. I fondi sono quindi destinati all’efficientamento energetico, per la messa in sicurezza delle strutture, per il rinnovamento del parco tecnologico, per il potenziamento del parco delle risorse umane. Il nostro Pnrr, approvato definitivamente dal Consiglio europeo il 13 luglio 2021, ci ha consentito di ricevere un mese fondi per 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento, di cui 8,957 miliardi a fondo perduto e 15,937 miliardi di prestiti, pari al 13% dell’importo totale stanziato a favore del Paese. Il 23 dicembre 2021 è stato presentato lo stato di attuazione del Pnrr e il 13 aprile 2022 la Commissione europea, valutati positivamente risultati raggiunti, ha versato all’Italia la prima rata da 21 miliardi (10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti).

Nei prossimi anni vedremo quindi gli effetti dei profondi cambiamenti in corso nel nostro servizio sanitario pubblico; effetti che sono destinati a cambiare profondamente anche la sanità privata, le cui attività nel nostro ordinamento sono, per lo più, strettamente collegate (e intersecate) alle attività del pubblico. In altre parole: l’onda del cambiamento del pubblico produrrà inevitabili effetti anche nel privato.

Missione 6: a che punto siamo

Vediamo cosa è successo negli ultimi mesi. A fine maggio sono stati firmati tutti i Contratti istituzionali di sviluppo (Csi) tra Ministero della Salute e Regioni. Tali contratti consentono gli accordi tra le amministrazioni centrali, quelle regionali e locali e i soggetti attuatori per le 1350 Case della Comunità provviste di punti unici di accesso alle prestazioni sanitarie, servizi sociali per anziani e fragili, consultori con équipe multidisciplinari di professionisti della salute (mmg, Pls, medici specialisti, infermieri di comunità, assistenti sociali). Obiettivo raggiunto stando alle dichiarazioni del ministro della Salute uscente Roberto Speranza: “Con 30 giorni di anticipo rispetto alla milestone europea del Pnrr ho firmato i contratti istituzionali di sviluppo con tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Sono seimila progetti per costruire il Servizio sanitario nazionale del futuro. Nasceranno 1350 case di comunità, aperte fino a 24 ore al giorno e 400 ospedali di comunità. Così la sanità sarà più vicina ai bisogni delle persone”.

Cosa prevedono i Csi

I Contratti prevedono la realizzazione delle seguenti opere:

  • le Centrali Operative Territoriali (Cot) una ogni 100 mila abitanti.
  • 400 ospedali destinati al ricovero breve, per pazienti che necessitano di media bassa intensità clinica e degenze di breve durata (realizzati tutti i Csi relativi ai grandi lavori).
  • Il rafforzamento strutturale degli ospedali con il rinnovo della digitalizzazione e delle grandi attrezzature (realizzati tutti i Csi).

Le altre tappe

Sulla Gazzetta ufficiale del 26 giugno 2022 è stato pubblicato il Decreto Salute 23 maggio 2022, numero 77, che contiene modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale. Tale nuovo disegno prevede il potenziamento dell’assistenza domiciliare proprio attraverso strumenti e iniziative previste nei sopracitati Csi. Si prevede infatti non solo un nuovo ruolo del Distretto sanitario, ma anche l’apertura di Ospedali di Comunità, Case di Comunità e Centrali Operative Territoriali (Cot) per il coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari, la rete di emergenza ed il potenziamento e sviluppo delle erogazioni di prestazioni sul territorio attraverso la telemedicina.
Per dare poi concretezza operativa al piano sopra disegnato (cioè aiutare la PA a comprare bene, diminuire i conteziosi ed evitare episodi corruttivi) l’Agenas ha poi recentemente sottoscritto le seguenti collaborazioni:

  • un accordo con Ministero dell’Economia e delle Finanze e Consip con l’obiettivo di incrementare la qualità degli investimenti e delle relative prestazioni erogate, attraverso una maggiore efficacia delle iniziative volte all’acquisizione di beni e servizi per il Ssn. L’accordo ha come obiettivo l’azione comune fra le parti per potenziare soluzioni centralizzate di acquisto su specifiche tecnologie e per favorire la diffusione di strumenti e modelli organizzativi, anche basati su logiche di Health Technology Assessment.
  • Un Protocollo d’Intesa con la Guardia di Finanza per prevenire e contrastare le condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici connessi al funzionamento del Sistema sanitario nazionale (settembre 2022).
  • Un Protocollo di Intesa con Anac per la promozione di iniziative congiunte di prevenzione della corruzione nel settore sanitario anche con riferimento al Pnrr (Missione 6 Componente 1).

Come cambierà nel rapporto tra cittadino e sanità pubblica?

Le case di comunità Hub (che saranno aperte h 24, 7 giorni su 7) e le case della comunità Spoke (12 ore al giorno 6 giorni su 7) saranno il luogo delle cure primarie erogate da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia (1 ogni 2500 abitanti) e di comunità (1 ogni 3000 abitanti). Le Centrali Operative sul Territorio coordineranno piani di screening diagnosi e monitoraggi basati su telemedicina, le strutture ospedaliere saranno rinnovate dal punto di vista strutturale e dal punto di vista della dotazione tecnologica ed è previsto un capillare servizio di assistenza domiciliare per le persone fragili e gli anziani. Se non si tratta proprio di una quarta riforma del Ssn è senz’altro una grande spinta e una piena attuazione all’idea originaria del servizio pubblico, declinata ovviamente alla luce delle nuove tecnologie. Ci vorranno tempo, energie e soldi ma la strada è segnata.

I servizi della sanità privata

E la sanità privata? Fino ad oggi il paziente si rivolgeva alla sanità privata spesso a causa dell’inefficienza del servizio pubblico ed era “sufficiente” un’accoglienza più attenta, ambienti più nuovi e curati e tecnologie più moderne per soddisfare le aspettative del paziente. Con il rinnovamento generale che prenderà forma grazie al Pnrr, sotto alcuni profili potrà essere difficile competere con il servizio pubblico. La sanità privata dovrà quindi mettere a punto servizi di customer care personalizzati, alzare l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni rese e fornire tecnologie ad altissimo livello, orientate all’eccellenza. Digitalizzazione e tecnologie innovative saranno “ordinarie” e la nuova sfida per la sanità privata è quella di mettere a punto servizi organizzati e coordinati in modo impeccabile, selezionando professionisti di elevatissimo profilo clinico e dalle spiccate competenze relazionali in grado di comunicare e trasmettere il valore aggiunto dell’offerta della futura sanità privata.

Tag: pnnr / pnrr-strumenti-norme-opportunita /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Pazienti e scelte sanitarie: ancora non c’è la bussola

Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini

Remedi4all: l’Europa scommette sul valore del repurposing

Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe

RUBRICHE
FORMAZIONE