Così la Mission 2 rigenera il patrimonio edilizio in disuso per il rilancio del Ssn

patrimonio edilizio pnrr
Pubblicato il: 21 Marzo 2022|

“Rivoluzione verde e transizione ecologica”, in questo consiste la Missione 2 del PNRR, trainante anche per la Missione 6-Salute che vedrà un rilancio del Ssn e degli immobili che andranno a costituire case di Comunità, COT e Ospedali di Comunità. Alla Missione 2 sono stati indirizzati 59,47 miliardi di euro, vale a dire il 31% dei 191.5 miliardi totali (tra prestiti e sovvenzioni) assegnati all’Italia con il Recovery Fund. La transizione è assolutamente necessaria per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo, viste le rapide conseguenze del cambiamento climatico.

L’efficientamento energetico

Un ruolo fondamentale nella transizione ecologica è ricoperto poi dal recupero del patrimonio edilizio. Si stima che in Italia gli edifici rappresentino più di un terzo dei consumi energetici dell’intero Paese dovuti principalmente a dispersione di calore, con un fabbisogno energetico medio di 180 kWh/m2 anno (contro  i 30 kWh/m2 anno a cui possono arrivare gli edifici nZEB – Nearly Zero Energy Building) e delle emissioni di gas a effetto serra dovute principalmente a sistemi di riscaldamento obsoleti. Nello specifico l’obiettivo della Missione 2-Componente 3  è quello di rafforzare l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, pubblico e privato, incrementando il livello di efficienza degli edifici: una delle azioni più rilevanti per la riduzione delle emissioni del nostro Paese, dove il 60% dei fabbricati è stato realizzato almeno 45 anni fa, prima cioè di qualsiasi legislazione in materia di efficienza energetica.

La scadenza del 2050

Si tratta di un’opportunità unica per l’Italia in vista dell’obiettivo di decarbonizzazione completa previsto per il 2050 in ambito comunitario dalla Long Term Strategy e la Renovation Wave. È quindi fondamentale la trasformazione energetica del parco immobiliare attuale favorendo, come affermato nel PNRR, “le riqualificazioni profonde e la trasformazione in “edifici ad energia quasi zero” (nZEB)”  entro il 2050. Per tutti gli edifici (pubblici e privati) di nuova costruzione, o ricostruiti a seguito di una demolizione, l’obbligo di rispondenza ai requisiti nZEB è poi in vigore già dal 1° gennaio 2021 (Dlgs 48/2020).

Gli obiettivi green della Missione 6

Il punto di contatto tra la Missione 2 (Green) e la Missione 6 (Salute) appare poi del tutto evidente dalla lettura della bozza per la stesura dei Piani Operativi Regionali che (come già illustrato nel nostro precedente articolo) dovrà essere allegata al Contratto Istituzionale di Sviluppo che le Regioni dovranno firmare entro il 30 giugno con il Ministero della Salute. Più esattamente nella parte dei Piani Operativi che riguardano le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità infatti così infatti si legge: “Come previsto dal  Regolamento  UE  2021/241  del Parlamento Europeo  e del  Consiglio del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), le misure incluse nel PNRR devono contribuire  sia alla transizione verde (compresa la biodiversità, o alle sfide che ne derivano) che alla transizione digitale, rappresentando rispettivamente almeno il 37 % ed il 20% dell’assegnazione totale  delle risorse del piano. A  tal  fine, ad  ogni  investimento  è  stato  assegnato  un  coefficiente  di  sostegno  per  gli obiettivi “green”e “digital” sulla base di una metodologia (tagging) che  riflette l’ambito in cui la misura contribuisce agli obiettivi della transizione verde e digitale. Tali coefficienti di sostegno si attestano allo 0%, 40 % o al 100 % per i singoli  investimenti, secondo le specifiche linee guida comunitarie. In altre parole Case di Comunità e Ospedali dovranno essere Green”.

Gli elementi chiave

Transizione ecologica e rigenerazione urbana sono gli ambiti di intervento per i quali il PNRR ha stanziato le maggiori risorse, da un lato per mantenere gli impegni climatici presi, dall’altro per rinnovare il patrimonio edilizio senza un ulteriore consumo di suolo. Partendo da questo assunto, i progetti che prefigurano il nuovo assetto del Ssn, sostenuti dal PNRR, possono risultare particolarmente virtuosi se inseriti in piani progetto che mirano alla riconversione di aree da rigenerare o edifici sottoutilizzati, perché dismessi o inefficienti, in una logica green che amplifica in modo significativo la possibilità di accedere ai fondi stanziati.
A marzo si è entrati nella fase progettuale operativa che richiederà strumenti rapidi, incisivi e puntuali. Sarà importante quindi riuscire a verificare ad ogni passaggio l’adeguatezza del progetto alle richieste del PNRR. Gli elementi chiave di verifica possono essere riassunti come segue:

  • Verifica di conformità del progetto ai requisiti minimi riguardanti gli standard strutturali, tecnologici e organizzativi in tutte le regioni (quadro normativo che verrà definito nei prossimi mesi);
  • Verifica delle dimensioni minime richieste grazie a uno strumento modulare per un dimensionamento di massima di Ospedali di Comunità e Case della Comunità;
  • Adeguamento strutturale (se necessario per una struttura esistente);
  • Adozione di misure di efficientamento energetico quali:
    • Isolamento pareti esterne e coperture, per raggiungere i valori di trasmittanza termica richiesti dagli edifici nZEB;
    • Installazione di infissi ad alta efficienza energetica per evitare le dispersioni termiche;
    • Utilizzo di fonti di energia rinnovabile per la gestione della struttura;
    • Sostituzione di impianti obsoleti con altri impianti con un maggiore livello di efficienza;
    • Sostituzione delle classiche lampadine con fonti di illuminazione a basso consumo come i LED;
    • Adozione di sistemi multimediali (domotica, BMS…) per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, climatizzazione e illuminazione al fine di ridurre i consumi energetici quando non necessari.

Per inciso, il nostro studio sta lavorando a uno strumento modulare che può essere utilizzato nelle case e ospedali di comunità

ESG: verso un nuovo asset

Da ultimo alcune considerazioni sulla opportunità di operare in ogni caso seguendo i criteri Environmental, Social e Governance (ESG), tenuto conto anche delle ampie opportunità che si stanno aprendo circa possibili partenariati pubblici privati (si veda il nostro precedente articolo). Verificata infatti la conformità del progetto agli obiettivi del PNRR, il passo seguente può senza dubbio essere quello di indirizzare le azioni e la propria impresa verso un agire sostenibile, rispondente anche ai criteri ESG. Con questo acronimo si intende infatti un nuovo asset che pilota un processo di integrazione sociale, strategica ed energetica di un’impresa e ne evidenzia la sostenibilità del suo business, nell’ambito della politica comunitaria della Finanza Sostenibile. I criteri ESG permettono infatti di classificare le aziende in base alla conformità ai parametri stessi definendo, di conseguenza, un ecosistema virtuoso dove un profitto giusto è determinato dal valore etico dell’impresa e i suoi progetti.
Definendoli nel dettaglio, come accennato, i tre criteri corrispondono a:

  1. Environmental (E), legati alla lotta al cambiamento climatico. Ai fini della classificazione vengono valutate, tra le altre, tematiche quali la gestione di risorse come l’acqua e l’aria, il rispetto della biodiversità e il contenimento delle emissioni di anidride carbonica.
  2. Social (S), che riguardano le attività aziendali con un impatto sociale.
  3. Governance (G), sono l’ultimo parametro e afferiscono alla responsabilità di conduzione di un’azienda.

In sostanza l’acronimo ESG definisce i tre criteri valutativi che permettono di controllare l’impegno sostenibile di una società grazie a parametri operativi a cui le azioni e i progetti della stessa si devono ispirare per garantire i risultati ESG desiderati.

Homepage della rubrica “PNRR Strumenti Norme Opportunità”

Tag: Missione 6 / pnrr-strumenti-norme-opportunita / transizione ecologica /

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