Ddl responsabilità professionale in sanità: la Commissione Affari Sociali dice sì

La Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato il testo del ddl sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Prossima tappa dell’iter parlamentare è il 16 dicembre. Il decreto prevede maggiori trasparenze e più garanzie per il diritto al risarcimento dei pazienti vittime di errori medici o malasanità, l’aumento delle tutele per i camici bianchi, l’obbligo di assicurazione per i medici e un Fondo garanzia per risarcire i danneggiati. Ma c’è di più: gli articoli del Ddl che hanno una valenza economica potrebbero andare subito in legge di stabilità, previa una relazione al Mef da parte del ministero della Salute. Spiega Federico Gelli, deputato del Partito democratico e relatore: “In questo modo si avrebbe un risparmio di circa 400 milioni di euro che potrebbero essere usati in Finanziaria per lo sblocco del turnover e l’assuzione di 4.000 medici”. Gelli ne ha parlato oggi alla stampa insieme a Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera; Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera e il senatore Pd Amedeo Bianco, ex presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo). “Si tratta di un testo innovativo in cui si è cercato un equilibrio tra i diritti dei professionisti che operano nel Ssn e le garanzie al diritto al risarcimento per i pazienti danneggiati”. Sul fatto che tutta la materia dovesse essere ridiscussa nessuno aveva dubbi: “Il lavoro – ha ricordato Gelli – è partito dalla necessità di intervenire sul codice penale e civile nelle parti che riguardavano la responsabilità professionale per portare il nostro Paese ai livelli Ue. Si aumenta così la tutela per i medici senza andare a discapito dei pazienti, anzi si accelerano i tempi per i risarcimento del danno subito”. Per professionisti che non si atterranno alle linee guida emanate dalle società scientifiche, iscritte in un apposito elenco del ministero della Salute, il decreto prevede che rispondano penalmente solo in caso di colpa grave e dolo.
Cambio sostanziale anche sul fronte della responsabilità civile: il cittadino che si ritiene danneggiato manterrà intatto il suo diritto al risarcimento verso la struttura sanitaria, mentre per le azioni avanzate nei confronti degli operatori sanitari cambiano i termini di prescrizione che scendono a 5 anni. Inoltre verrà spostato sul paziente l’onere della prova.
Nel testo si fa riferimento all’obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di essere provviste di una copertura assicurativa e si ribadisce l’obbligatorietà dell’assicurazione per tutti i liberi professionisti. Previste inoltre – scrive l’AdnKronos – nuove misure per la trasparenza dei dati: le strutture sanitarie saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 30 giorni. Inoltre, sul sito internet delle Asl e degli ospedali dovranno essere pubblicati tutti gli indennizzi erogati nell’ultimo quinquennio. Le funzioni di Garante per il diritto alla salute verranno affidate al difensore civico. Questo diventerà il centro dell’interlocuzione con il paziente che potrà quindi richiedere gratuitamente assistenza in tutti quei casi in cui ritenga di essere stato danneggiato. Viene poi istituito il tentativo obbligatorio di conciliazione.
Ai pazienti danneggiati è inoltre riconosciuta la facoltà di proporre un’azione diretta nei confronti della compagnia assicuratrice. Sempre in tema di assicurazioni, le aziende saranno obbligate a pubblicare sul loro sito internet la denominazione dell’impresa che presta la copertura assicurativa, indicando per esteso i contratti, le clausole assicurative, oltre a tutte le altre analoghe misure che determinano la copertura. Completa il testo l’istituzione di un Fondo di garanzia per risarcire i danneggiati.


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