De Vincenti: “Ora possiamo guardare avanti”

Pubblicato il: 11 Luglio 2013|

“Vogliamo imprimere una svolta alla politica industriale farmaceutica. Stabilizzando le regole e la spesa rispetto al pil, reinvestendo i risparmi dei generici sull'innovazione. Vogliamo che le imprese considerino l'Italia un Paese dove investire. Vogliamo uscire dal ripetuto ricorso ai tagli di questi anni, per quanto dettati da necessità di finanza pubblica. Oggi lo possiamo fare perché la politica di risanamento ci ha consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea. Ora possiamo guardare avanti”.

 

 

Così Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico, ha presentato – in un’intervista al Sole 24 Ore – il Tavolo della Farmaceutica, la cui prima riunione è stata fissata per lunedì prossimo, 15 Luglio. De Vincenti, come sottolineato anche dal Sole, si appresta a fare il “grande regista” del Tavolo sulla politica industriale e sulla regolazione del mercato nel settore farmaceutico.

Presupposti e attori coinvolti fanno presagire che si possa trattare di un consesso pragmatico, incline ad assumere decisioni importanti: siederà attorno al Tavolo del MISE tutta la filiera del farmaco – sindacati, Regioni, Aifa, Agenas – e cinque ministeri – Sviluppo economico, Salute, Economia, Ricerca e Affari regionali.

 

Ecco gli obiettivi espliciti che De Vincenti intende raggiungere attraverso la camera di concertazione sul farmaco che prenderà vita la prossima settimana:

“Vogliamo imprimere una svolta alla politica farmaceutica. Uscire dal ripetuto ricorso ai tagli di questi anni, per quanto dettati da necessità di finanza pubblica. Oggi lo possiamo fare perché la politica di risanamento ci ha consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea. Ora possiamo guardare avanti. I tagli hanno in parte compromesso uno degli aspetti qualificanti della riforma del 2007 che prevedeva di premiare l'innovazione lasciando nel circuito della farmaceutica i risparmi realizzati grazie ai farmaci generici. Così non è stato. Dobbiamo riavvolgere il nastro e ripartire da lì”.

 

 

Ed ecco quali saranno le proposte del Governo:

“Per prima cosa va stabilizzata la spesa in rapporto al pil, senza toccare i tetti e dedicando all'innovazione i risparmi dei generici. Poi serve la stabilità delle regole, quella che chiedono le imprese e gli investitori. Infine va sostenuta l'attività regolatoria dell'Aifa. Rafforzandone l'autonomia tecnica e sostenendo regole omogenee a livello nazionale. Le Regioni dovranno adeguarsi a quelle regole, con tutto il rispetto per il federalismo”.

 

 

Quindi stop alla polverizzazione dei poli decisionali sul farmaco?

“Certo. Niente più 21 mercati del farmaco, ma un unico mercato nazionale. Quando un farmaco ha ricevuto dall'Aifa l'autorizzazione all'immissione in commercio, dev'essere subito disponibile in tutta Italia. A beneficio degli italiani e per un servizio sanitario unico e nazionale. Le farmaceutiche vantano successi nell'export, nella ricerca, negli investimenti, nell'occupazione. Si propongono come parte del volano per lo sviluppo. La svolta vuol essere il riconoscimento che questo è un settore chiave per lo sviluppo, l'innovazione, la competitività del Paese e per la capacità di attrarre investimenti. E lo è anche per un capitale umano di altissima qualità, come ci riconoscono, e ci invidiano, tutte le grandi multinazionali".

 

 

Infine l’auspicio di fondo e la richiesta dell’Esecutivo alle aziende:

“Chiediamo che ci considerino un Paese dove investire. Chiediamo un impegno verso l'Italia, investimenti in R&S e in stabilimenti produttivi. Sia da parte delle multinazionali che da quelle italiane. I manager delle multinazionali possono dare questo messaggio alla case madri: l'Italia è un Paese in cui investire”.

 

 

 

 

Tag: Claudio De Vincenti / Intervista /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE