Diabete di tipo 1 e celiachia: screening pediatrico al via in tutta Italia nel 2026

Lo screening sui bambini per il diabete di tipo 1 e la celiachia funziona e riesce a intercettare precocemente i possibili casi. Lo affermano i primi risultati del progetto D1CeScreen coordinato dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità, presentati nella sede dell’Iss.
Presente anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, promotore della legge 130/2023 che ha istituito lo screening nazionale. È stato lo stesso parlamentare ad annunciare il via entro il 2026.
I risultati dello screening pilota in quattro Regioni
I risultati ottenuti nelle quattro regioni pilota (Campania, Lombardia, Marche, Sardegna) hanno visto una positività al test di screening del diabete di tipo 1 (DT1) pari allo 0,97 per cento, mentre per la celiachia la positività al test di screening per la ricerca degli anticorpi antitransglutaminasi IgA è risultata del 2,8 per cento.
Lo screening per le due malattie croniche più diffuse nell’età pediatrica ha riguardato 5.363 bambini, raggiunti grazie alla collaborazione di 429 pediatri di libera scelta, in quattro regioni italiane (Campania, Lombardia, Marche, Sardegna).
I bimbi erano distribuiti in tre classi di età (2, 6 e 10 anni) e hanno effettuato l’analisi per individuare gli anticorpi specifici per le due condizioni mediante un prelievo capillare.
Per lo screening cruciale il ruolo dei pediatri di libera scelta
Lo studio ha evidenziato una significativa adesione da parte della rete dei pediatri di famiglia e un’ampia disponibilità delle famiglie a partecipare allo screening. Le modalità organizzative per la raccolta dei campioni si sono dimostrate appropriate, con risultati paragonabili a quelli ottenuti negli studi condotti da consorzi di ricerca europei.
I bambini risultati positivi allo screening sono stati avviati al centro clinico di riferimento per la necessaria conferma diagnostica.
“Questi dati – sottolineano Marco Silano (direttore del reparto di Alimentazione, nutrizione e salute) e Umberto Agrimi (direttore del dipartimento di Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria) responsabili dell’Iss per il progetto – suggeriscono una prevalenza degli autoanticorpi contro le isole del Langerhans paragonabile a quella di altri Stati europei, mentre per quanto riguarda la malattia celiaca è possibile che ci sia un aumento rispetto alle stime fatte finora, che però potrà essere quantificato solo con un campione più ampio e dopo la verifica diagnostica”.
“Lo screening – aggiungono i due esperti – è efficace anche nei soggetti asintomatici. Questo favorisce l’attivazione di programmi di follow-up e interventi terapeutici tempestivi, con l’obiettivo di prevenire o ridurre significativamente le complicanze sia a breve che a lungo termine”.
Un’opportunità per fare diagnosi precoce
Il diabete di tipo 1 e la celiachia rappresentano le due malattie croniche più frequenti tra i bambini, con una diffusione rispettivamente pari allo 0,3 e a poco più dell’uno per cento. Sono entrambe patologie di natura autoimmune, cioè caratterizzate da anticorpi diretti contro il proprio organismo.
La presenza di tali anticorpi può predire l’insorgenza delle due malattie, in quanto compaiono prima che la malattia si manifesti. La misurazione degli anticorpi assume quindi un rilievo particolarmente importante in considerazione delle conseguenze di queste due malattie.
Lo screening non serve a misurare la prevalenza delle malattie ma a fare diagnosi precoce, mentre la prevalenza va confermata. Le ricerche scientifiche condotte in tutto il mondo dimostrano, infatti, che diagnosi e interventi tempestivi riducono fortemente sia i rischi acuti che le conseguenze a lungo termine di queste malattie nelle persone che ne sono affette.
Screening nazionale: l’autunno caldo e il via entro il 2026
Lo screening nazionale per la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia nei bambini “inizierà tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026”. Nessun dubbio per Mulè. “Oggi si chiude una tappa fondamentale in cui abbiamo capito cosa mettere nella ‘cassetta degli attrezzi’ dello screening grazie al grande lavoro svolto dai pediatri, dalle associazioni e da tutti i professionisti”, ha aggiunto l’onorevole commentando i risultati del progetto pilota D1CeScreen.
“Il ministero della Salute ha predisposto un decreto attuativo che abbiamo condiviso con gli attori coinvolti – conclude Mulè -. Questo decreto è stato inviato alla Conferenza Stato-Regioni che ha trenta giorni di tempo per approvarlo. A questo seguirà la trasmissione alla commissione parlamentare Senato-Camera. Questo ci fa dire che a settembre tutti i treni saranno in fila per poi avviare lo screening nazionale”.
La notizia è stata accolta di buon grado dalla Fondazione italiana diabete, che quattro anni fa ha dato il via al percorso che ha portato alla legge.
“I risultati del progetto D1Ce Screen hanno dimostrato la fattibilità di uno screening su larga scala del diabete tipo 1 e della celiachia – afferma il presidente, Nicola Zeni -. Ora serve accelerare sui decreti attuativi che permetteranno di applicare la normativa in tutto il Paese. Ne abbiamo sostenuto l’iter approvativo e continueremo a vigilare affinché diventi realtà, scongiurando che i bambini italiani destinati ad avere il diabete di tipo 1 sviluppino la chetoacidosi, che può essere letale. Ci auguriamo inoltre che la possibilità di monitorare questi bambini, come mai fatto finora, apra nuovi orizzonti verso una maggiore comprensione delle cause della malattia e verso terapie sempre più efficaci”.


SEGUICI SU